Da una cotta al Macintosh… la mia storia nei 50 anni di Apple

Gli interventi previsti al 9th West Coast Computer Faire
In occasione del 50° anniversario dalla fondazione di Apple, mi sono ritrovato a riflettere su quanto i prodotti di Cupertino abbiano accompagnato, spesso in modo del tutto inaspettato, alcune delle tappe più importanti della mia vita. Ripensandoci oggi, è curioso come il mio rapporto con il Mac non sia nato per interesse tecnologico, ma semplicemente rincorrendo una cotta adolescenziale.
Era il 1984 quando il Macintosh 128K fece il suo debutto, ma per me i computer erano ancora qualcosa di distante. In famiglia non ne avevamo, anche se mio fratello maggiore acquistò poco dopo un Apple II. Il mio primo vero contatto con un Macintosh arrivò durante una vacanza in California intorno al 1985, quando visitai quella che solo anni dopo scoprii essere la West Coast Computer Faire di San Francisco durante il quale intervenne Steve Wozniak. Di quel giorno ricordo soprattutto la dimostrazione di un videogioco: la grafica mi sembrò incredibilmente definita, anche se mi lasciò perplesso il fatto che non fosse a colori.
Non iniziai a usare seriamente un computer fino al 1987, e il motivo fu tutt’altro che tecnologico. Mi ero preso una cotta per Mariarosaria, probabilmente la ragazza più brillante e affascinante del liceo. Era anche molto determinata: era riuscita a convincere il preside ad acquistare alcuni computer Apple per creare la redazione del giornale scolastico. Naturalmente era molto corteggiata, quindi decisi una strategia alternativa: entrare anch’io nel giornale.
Sapevo che utilizzavano Microsoft Word sui Mac per scrivere gli articoli e una Apple LaserWriter per stamparli. Il processo era ancora molto artigianale: i testi venivano stampati, ritagliati e incollati manualmente sulle pagine. Nonostante questo, per me era un mondo completamente nuovo.
La mia esperienza era praticamente inesistente, così chiesi aiuto a mio fratello. La sua prima domanda fu diretta: “C’è di mezzo una ragazza?”. Accettò di insegnarmi le basi, mi preparò perfino a una possibile domanda tecnica che mi avrebbero fatto per entrare in redazione. E infatti quella domanda arrivò davvero, e la risposta che avevo imparato a memoria lasciò tutti sorpresi.
La vera svolta arrivò quando i computer della redazione smisero di funzionare a causa di un misterioso messaggio di errore. Ricordando i consigli di mio fratello, annotai con precisione il testo dell’errore, tornai a casa e ottenni la soluzione dopo l’ennesima trattativa. Il giorno dopo applicai le istruzioni e i computer tornarono a funzionare. Fu proprio in quel momento che Mariarosaria iniziò finalmente a notarmi.
I problemi tecnici continuarono a presentarsi e io sviluppai un metodo piuttosto singolare per risolverli. Quando compariva un errore, prendevo nota e sparivo con una scusa. Correvo fuori dall’edificio, attraversavo la strada, entravo in un bar, cambiavo le monete per un gettone e chiamavo mio fratello da una cabina telefonica. Dopo aver ottenuto la soluzione, tornavo come se nulla fosse. Per questo comportamento mi guadagnai il soprannome di “Uomo Ragno”, proprio come Spider-Man, perché sparivo nei momenti critici per poi riapparire con la soluzione.
Capì quanto quella fama fosse diventata reale quando un giorno la vicepreside entrò nella redazione annunciando che “l’Uomo Ragno” era atteso nell’ufficio del preside per risolvere un problema al computer.
Il Mac continuò a intrecciarsi con la mia vita sentimentale anche negli anni successivi. Fu proprio Mariarosaria a invitarmi a casa sua quando arrivò un aggiornamento per trasformare il Lisa del padre in un Macintosh XL. Quella sera uscimmo insieme e restammo fidanzati fino al diploma.
All’università tornai a usare i Mac ancora una volta per una ragazza. Nella redazione del giornale della facoltà lavorava Rossana, una giovane giornalista di grande talento. Lì utilizzavamo computer come il Macintosh SE e il Macintosh IIcx, insieme a software come Aldus PageMaker. Anche quella relazione durò fino alla laurea.
Dopo l’università, durante il servizio nei Carabinieri, mi ritrovai a lavorare con PC dotati di Windows 95. L’impressione fu piuttosto fredda: la sensazione era che molte idee derivassero direttamente dall’esperienza Macintosh.

Il mio primo Mac
Il Mac tornò definitivamente nella mia vita nel 1997, quando conobbi Cecilia, una ragazza di origini tedesche che viveva in Cile. Dopo una lunga corrispondenza, decise di trasferirsi in Italia e per continuare a lavorare nella pubblicità aveva bisogno di un Mac e di una connessione Internet. Così acquistai il mio primo computer Apple personale: un Power Macintosh Performa 5400 con modem GeoPort. Fu l’inizio del mio vero ingresso nell’ecosistema Apple.
Dopo la fine di quella relazione, per riempire il tempo libero iniziai a scrivere articoli sul mondo Mac per il sito Tevac. Non era un lavoro retribuito, ma una passione. Da lì nacque anche il mio blog Spider-Mac, che iniziò lentamente a crescere. Anche dopo la fine della collaborazione con Tevac, il sito continuò a guadagnare lettori fino ad attirare l’attenzione della stessa Apple, che mi propose una collaborazione pubblicitaria.
Nel 2004 fondai lo Spider-Mac Apple User Group, il primo gruppo online italiano riconosciuto ufficialmente da Cupertino. Dopo diversi tentativi falliti, una telefonata dagli Stati Uniti mi confermò l’approvazione. Un momento che ricordo ancora oggi come uno dei più emozionanti del mio percorso.
Negli anni successivi il mio rapporto con Apple si consolidò anche dal punto di vista finanziario. Nel 2009, durante la crisi dei mutui subprime, decisi di investire nelle azioni AAPL quando il prezzo era sceso drasticamente. Non fu una scelta semplice e per mesi vidi il valore dell’investimento calare sensibilmente. Poi arrivò la crescita trainata dal successo di iPhone e quella decisione si rivelò lungimirante.
Guardando indietro, mi rendo conto che il Mac è stato una presenza costante nei momenti chiave della mia vita: negli amori, negli studi, nel lavoro, nelle passioni e perfino negli investimenti. Tutto è iniziato quasi per caso, inseguendo una ragazza, ed è diventato un percorso lungo decenni.
E forse è proprio questo il significato più autentico dei 50 anni di Apple: non solo prodotti e innovazione, ma storie personali, percorsi individuali e piccoli grandi cambiamenti che, silenziosamente, hanno accompagnato la vita di milioni di persone nel mondo.



17 commenti
Bella storia. Complimenti. Io sono molto più anziano di te e il mio primo computer, come il tuo, fu un Performa 5400 (che costava un botto). Abbandonato il tecnigrafo Heron Delta di Heron Parigi, Iniziai allora a fare progetti di architettura con il “babbo” di archicad: si chiamava allora Radar CH (versione 4.5). Ora sono in pensione e Archicad è già arrivato alla versione…28…come si invecchia😔
Che incredibile coincidenza, anche tu con un Performa 5400 come primo Mac. All’epoca sembrava di avere un’astronave… e costava come un piccolo appartamento! Bellissimo il passaggio dal tecnigrafo Heron Delta a Radar CH, il “babbo” di Archicad: una vera epopea tecnologica. E ora Archicad 28… sembra ieri che ci arrabattavamo con floppy e dischetti! Grazie per aver condiviso la tua storia, mi ha fatto sorridere e ricordare quanto la tecnologia ci abbia accompagnato e un po’ segnato la vita.
Grazie per avere condiviso con noi la tua storia 🙂
Grazie a te e al tuo amore per Apple. Ti seguo sempre e attingo tantissimo dalle tue “dritte”.👏👏👏P.S. Ovviamente, come tutti i mac a seguire, non ho mai venduto niente. Riempiono le mie due case, in Germania, dove vivo e in Toscana. Un vecchio detto toscano recita così: “quando t’ ha’ vendúho e unn’ è più tuo”…😊
Articolo bellissimo. Complimenti.
Grazie Stefano per aver condiviso questa tua bella storia.
applausi! …ma qual era la possibile domanda tecnica che ti avrebbero fatto per entrare in redazione?
Non me la ricordo. In realtà pur sapendo la risposta, all’epoca non avevo la più pallida idea di che cosa si trattasse. Imparai la risposta a memoria senza approfondire. 😁🕸️
Bellissima esperienza di vita e sentimenti che si intrecciano con la evolversi della tecnologia e la storia di Apple. Grazie Stefano di averlo raccontato e condiviso sul blog.
“La passione, si sente” (da Radio 24)
E’ la storia più bella ed emozionante che ho letto su questo blog ed altri (che a questo punto credo di seguire più o meno da sempre, visto che a memoria ricordavo di averlo scoperto nel 2000/2001…). Molto intima (e forse è per questo che non l’hai mai divulgata?) ed emozionantissima soprattutto nella prima parte. E’ la prima volta che “sveli” il motivo per cui ti chiami come Spiderman o l’avevi già raccontato e me l’ero perso? Io ero rimasto alla tua passione per il fumetto…
Ne avevo parlato più dettagliatamente in quest’altro articolo click qui 😉🕸️
Bella storia…. io ho iniziato con un Apple //e, per poi passare al //gs… poi mio fratello prese un portatile, un powermac 128 mi sembra, io passai al mac prendendo un LC475 usato di un amico, poi un performa , un iMac 400 Mhz tangerine e cosi via…. vivvendo a Bologna ho partecipato a tutti i MacClub fatti a Casalecchio di Reno dove partecipava anche Tevac… e per un certo periodo feci dei fine settimana a Rimini, dove una amica aveva deciso di fare delle serate una volta al mese con utenti mac…. ricordo un ragazzo magro, alto che veniva da lontanno… ma non ricordo il nome …. 🙂
Bel periodo, dobbiamo organizzare una serata per incontraci nuovamente.
Grazie di aver condiviso questa bella storia.
Che tempi eroici.
Iniziai con Texas instrument 99/A che mi regalò mio padre quando scontatissimo per fine serie riuscì a convincerlo.
Poi da studente in mancanza di mezzi finanziari comperavo le riviste dedicate al Macintosh e ci sbavavo sopra sognando un Apple, come i coetanei comperavano playboy sognando le ragazze sul paginone centrale.
Di nuovo in offerta e scontato comprai un Atari di seconda mano che più si avvicinava al Mac.
Poi con l’inizio del lavoro misi da parte i soldi sino a permettermi un performa con modulo tv integrato. Pure lui verso fine serie con forte sconto.
A tutt’oggi uso solo Mac ed ecosistema Apple e mi rifiuto di toccare con mano la zona oscura dell’informatica.
Ho perso il conto dei prodotti Apple acquistati negli anni e in ufficio ho ancora degli iMac 27 che dopo 12 anni funzionano ancora egregiamente senza problemi. Tocco ferro … tra portatili, Mac mini, il fantastico cubo che si fulminò dopo un paio di anni senza spegnerlo e facente funzione ponte per Internet e iMac, credo di aver passato tranquillamente la trentina di tesori di mamma Apple …
Ciao Stefano, mi ha fatto piacere la tua storia.
Sono appassionato di informatica dal lontanissimo 1975 quando all’università in Economia e Commercio ho inserito come corso ‘Elaboratori elettronici e sistemi meccanografici dove presi all’esame 27.
In università c’era un HP 1000 che ricordo caricava l’ OS da cassetta digitale. In aula alcuni computer Olivetti, di cui non ricordo il modello, che non avevano un monitor, ma un display una riga di 40 caratteri.
Qui ho appreso il Basic.
Affascinato dal’ HP in ufficio ho acquistato prima una HP 41 e poi un HP 85 che usavo per la gestione magazzino e calcolo preventivi.
Mi affascinai poi dell’ Apple ][ Europlus che acquistai per casa. Indimenticabile, spesi una fortuna in software alla Bits & Bytes di Milano ed anche per acquistare un monitor 13” a colori con scheda che veniva prodotto nella mia provincia. Che tempi !
1984 : nascita del Macintosh, lo acquistai subito, 512 poi upgrade a Plus.
Da allora, anche Apple IIGS, casa e ufficio, ma il Mac mi ha rovinato la vita… acquistai in ufficio persino un HD Rodime 100 MB per Lit. 3.500.000 !
Tra casa ed ufficio un susseguirsi di Macs, appena uscivano nuovi modelli. Persino un 20th Anniversary a casa che costava nel ’97 come non mai.
In ufficio scrissi in Basic sul IIGS un programma completo di ‘paghe e stipendi’, con il Mac ed HyperCard una gestione magazzino e con FMPro un DB per il calcolo preventivi di vendita.
Ora sono su un Intel iMac 27” con Sequoia; in casa ho anche un Intel iMac 27” 2015, un Intel Mac 21” 2011, un MacBook Pro 2019, un MacBook Air M4 2025, un PMac G4 MDD FW800 ed un Mac SE/30. Apple forever !
Complimenti per il curriculum 👋🕸️