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Accadde oggi! Nasce John Sculley, il CEO che fece crescere Apple e allontanò Steve Jobs

Published by Stefano Donadio at 6 Aprile 2026
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  • Storia Apple

 

Il 6 aprile 1939 nasce a New York John Sculley, dirigente destinato a diventare una delle figure più discusse nella storia di Apple. Considerato un brillante esperto di marketing e strategia aziendale, Sculley avrebbe avuto un ruolo decisivo nella trasformazione di Cupertino in una delle realtà più profittevoli nel mercato dei personal computer, anche se il suo nome resta inevitabilmente associato alla clamorosa rottura con Steve Jobs.

Prima di arrivare in Apple, Sculley si era costruito una solida reputazione come presidente di Pepsi-Cola, distinguendosi per campagne pubblicitarie innovative e strategie commerciali di grande successo. Nonostante non avesse alcuna esperienza nel settore tecnologico, fu proprio Jobs a volerlo fortemente in Apple nel 1983, convincendolo con quella che è diventata una delle frasi più celebri della storia del business: “vuoi continuare a vendere acqua zuccherata oppure cogliere l’occasione di cambiare il mondo?”

L’idea iniziale era quella di una gestione condivisa dell’azienda. Jobs avrebbe continuato a guidare la visione tecnologica insieme agli ingegneri Apple, mentre Sculley avrebbe portato la sua esperienza nel marketing per rendere l’azienda più solida dal punto di vista commerciale. Questo equilibrio però durò poco. Dopo tensioni interne e un fallito tentativo di riorganizzazione ai vertici, Jobs fu di fatto estromesso dall’azienda che aveva fondato e iniziò una nuova avventura con NeXT, società che Apple avrebbe poi acquisito anni dopo.

Durante i suoi dieci anni alla guida di Apple, dal 1983 al 1993, Sculley supervisionò una fase di forte crescita. Il fatturato passò da circa 800 milioni di dollari a 8 miliardi, mentre i computer Apple II e Macintosh divennero i prodotti di punta dell’azienda, con il Mac che progressivamente superò il successo del suo predecessore.

Nonostante i risultati economici, all’interno dell’azienda esistevano visioni molto diverse sul futuro di Apple. Da una parte c’era chi voleva trasformarla in una società più orientata al mercato aziendale, aprendo l’architettura dei computer e concedendo licenze. Dall’altra c’era la visione sostenuta anche da Sculley, che puntava a estendere l’approccio Apple basato sull’esperienza utente verso una nuova generazione di dispositivi.

 

 

Da questa visione nacque uno dei progetti più ambiziosi dell’epoca: il Newton MessagePad, lanciato nel 1993. Considerato da molti come il tentativo di Sculley di lasciare un segno paragonabile a quello del Macintosh di Jobs, il Newton rappresentava una delle prime vere sperimentazioni nel campo dei dispositivi portatili intelligenti. Anche se il prodotto non ebbe un successo immediato, il concetto alla base di un assistente digitale personale anticipò in parte dispositivi come i moderni smartphone, che oggi costituiscono il cuore del business Apple.

Sempre sotto la gestione Sculley nacquero anche progetti di ricerca molto visionari, come il Knowledge Navigator, un concept che anticipava tecnologie oggi familiari come gli assistenti vocali e i tablet, ricordando da vicino prodotti come iPad e Siri con sorprendente precisione.

Sculley lasciò il ruolo di CEO nel 1993, restando comunque presidente del consiglio di amministrazione fino al 1995, anno in cui abbandonò definitivamente Apple. Negli anni successivi ha continuato a operare nel settore tecnologico come investitore, mostrando particolare interesse per lo sviluppo degli smartphone nei mercati emergenti.

A distanza di decenni, la sua eredità resta complessa: da una parte il manager che ha fatto crescere Apple sul piano commerciale, dall’altra il dirigente ricordato per aver contribuito all’uscita di Steve Jobs. Due aspetti che continuano a renderlo una figura centrale e controversa nella storia dell’azienda.

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