Accadde oggi: Apple presenta Boot Camp, e il Mac diventa il primo computer della storia “dual boot”

5 aprile 2006 Apple presenta la beta pubblica di Boot Camp, un software che consente di installare Windows XP sui Mac con processore Intel. La versione finale di Boot Camp arriverà ufficialmente con Mac OS X 10.5 Leopard, che debutterà alla Worldwide Developers Conference pochi mesi dopo.
Inizialmente, Apple non sembrava interessata a permette di installare Windows sui Mac Intel, ma a quasi un anno dallo storico annuncio di Steve Jobs della transizione dai processori PowerPC a quelli Intel, a Cupertino areavo cambiato idea, e Boot Camp era visto com un modo per attirare le persone che stavano prendendo in considerazione di passare dal PC al Mac.
“Apple non ha alcun desiderio ne’ alcun piano di vendere o supportare Windows, ma molti clienti hanno espresso il proprio interesse a far girare Windows sull’hardware superiore di Apple ora che utilizziamo processori Intel,” spiegò Philip Schiller, senior vice president Worldwide Product Marketing di Apple. “Crediamo che Boot Camp renda il Mac ancora più interessante per gli utenti Windows che stanno valutando di fare lo switch.”

Boot Camp ha semplificato l’installazione di Windows sui Mac Intel fornendo una semplice utility che passo dopo passo forniva le informazioni necessarie, rendendo semplice creare una seconda partizione sul disco rigido per Windows, masterizzare un CD con tutti i relativi driver necessari e installare il sistema operativo da un CD di installazione di Windows XP.
Al termine dell’installazione, si poteva scegliere di avviare da Mac OS X o Windows, in questo modo il Mac è diventato il primo computer della storia “dual boot” configurabile da una semplice interfaccia.


4 commenti
Credo di aver cominciato a utilizzare Linux in dual boot con Windows nel 2007, non sapevo che la cosa fosse stata inventata da Apple.
Usavo Linux in dual boot già dal 2003, credo che al titolo vada aggiunto il primo computer nativo con il dualboot
Secondo me Boot camp fu una brillantissima mossa di marketing di Apple. In un certo senso era un modo per dire “passa tranquillamente a noi, avrai sempre la possibilità, SE LO VORRAI, di continuare a utilizzare il tuo ecosistema preferito” ben sapendo che dopo pochissimo tempo non sarebbe accaduto più.
Bootcamp, per mia esperienza, ha permesso a molti studi di commercialisti e di avvocati di “arredare” le proprie scrivanie con gli iMac, buttando via i cassoni che avevano pur continuando ad usare i loro software proprietari, vedi Zucchetti vari, che giravano solo su winzozz. Da allora il marchio Apple ha cominciato ad essere per fighetti, poi è arrivato iPhone.