Accadde oggi: cade la seconda testa per il flop del Newton

19 aprile 1994 Gaston Bastiaens (al centro nella foto) lascia Apple per via delle scarse vendite del Newton.
Era stato chiamato direttamente dall’allora CEO di Apple, John Sculley (il primo a pagare per il fallimento del Newton, (nella foto in basso a sinistra con a destra Bastiaen), per occupare il posto di vicepresidente e anche quello di responsabile della divisione Personal Interactive Electronics (PIE). In questo ruolo, aveva supervisionato il lancio del Newton.

Il padre di tutti i palmari, progetto fortemente voluto e sostenuto dallo stesso Sculley, non ebbe particolare fortuna per due motivi: prima di tutto l’affidabilità del software di riconoscimento della scrittura non era altissima; in secondo luogo, si trattava forse di un oggetto troppo in anticipo sui tempi ed estremamente costoso per l’epoca storica in cui era stato introdotto.
Ogni mossa di Apple diretta a sostenere la sua piccola creatura non condusse a nessun risultato positivo, e il fallimento di Newton fu una delle cause che portò il consiglio di amministrazione a estromettere John Sculley dalla carica di CEO, che nel giugno del 1993 lasciò il suo incarico. Al suo posto si insediò il nuovo CEO, Michael H.Spindler.


5 commenti
E io che pensavo che il palmare lo avesse inventato Palm…
C’e da ammettere che l’idea di fondo del Newton è quella di iPad…in questo Apple è stata fin troppo avanti con i tempi
Il Palm fu un’evoluzione delle idee del Newton. La società produttrice del Palm lancio il Palm Pilot quando il Newton era ormai morto, riprendendo gli stessi concetti base dell’Os ma lo semplificò senza riconoscimento della scrittura che richiedeva molta potenza di elaborazione e miniaturizzo l’hardware. Da quel Palm derivò anni dopo il telefono Treo, il primo vero antesignano degli smartphone di oggi.
Il Palm aveva il riconoscimento della scrittura ma se non erro “limitata” ai singoli caratteri, un po’ come oggi è nell’apple watch per capirci.
L’antesignano degli smartphone invece è l’IBM Simon, esteticamente bruttissimo ma dotato di uno schermo touch e della sezione phone.
Il Treo si può considerare il primo smartphone con design da smartphone anche se fu seguito dopo pochi mesi dai modelli con PocketPC microsoft tuttoschermo quindi ancor più coincidenti col design che ormai diamo per scontato in uno smartphone.
Dimenticate il Sony Ericsson P800 del 2002. Cellulare, email, lettore MP3, Browser e giochi e app installabili. Funzionava anche in Landscape (ma non con il giroscopio) e l’interfaccia era adatta sia al pennino che al pollice. Un gioiello, sicuramente non passò inosservato a Steve tanto che all’epoca si mormorava di “poaching” degli Ingegneri SE.