Accadde oggi: Steve Jobs chiude la sua terza azienda produttrice di computer

25 aprile 1990 Gi appassionati di tecnologia sanno che subito dopo essere stato cacciato da Apple, Steve Jobs fondò NeXT e poco dopo lanciò sul mercato il computer “The Cube”. Non tutti sanno, però, che c’è anche una terza azienda di Jobs che ha prodotto computer: Pixar, sì, proprio quella di Toy Story & C.
Il 25 aprile del 1990 segna la data della fine dell’esperienza della divisone hardware della Pixar, infatti Jobs decise di chiuderla interrompendo immediatamente la produzione del costoso Pixar Image Computer.
La divisione hardware della Pixar venne venduta all’azienda californiana Imaging Vicom Systems di Fremont per appena $2 milioni.
All’inizio del 1986, Steve Jobs era diventato azionista di maggioranza dello studio di animazione fondato dal creatore di Star Wars, George Lucas, per soli $5 milioni (più altri $5 milioni in finanziamenti).
Il sogno a lungo termine dei fondatori della Pixar era quello di creare lungometraggi animati al computer, che poi è esattamente quello che è successo. Tuttavia, mentre il progetto era in fase di elaborazione, Jobs pensò che l’azienda potesse vendere computer per autofinanziarsi.
Lucas guidò l’azienda durante lo sviluppo del Pixar Image Computer. Il regista riteneva che i computer dell’epoca fossero troppo poco potenti per gestire la grafica necessaria per produrre il film della Pixar (o per soddisfare le esigenze degli studi di Hollywood).
Pixar Image Computer fu lanciato tre mesi dopo che Jobs ottenne il controllo della società. Era un computer impressionante, così come il suo prezzo: $135.000. Per funzionare, serviva anche una workstation Sun Microsystems o Silicon Graphics da $35.000.
Nel 1987 fu rilasciato un modello di seconda generazione chiamato Pixar Image Computer II (P-II), con un prezzo notevolmente ridotto di “solo” $35.000.
Tuttavia, le vendite non decollarono mai. Nell’aprile 1990, erano stati venduti meno di 300 Pixar Image Computer. I principali acquirenti erano Disney, Università, agenzie di intelligence e laboratori di ricerca medica.
Quando Pixar vinse un Oscar per il cortometraggio Tin Toy nel 1989, Jobs decise di affidare la direzione dell’azienda alle cinque persone che componevano il gruppo di animazione, che in precedenza aveva pianificato di licenziare perchè incapaci di realizzare profitti.
Quando Steve Jobs decise di chiudere la divisone hardware della Pixar, non era un momento facile per lui. Infatti, anche per l’altra sua azienda, NeXT, le vendite dei computer andavano malissimo, e tre anni dopo che Pixar smise di costruire computer, anche NeXT interruppe la produzione hardware e licenziò 330 dei suoi 500 dipendenti.
Fortunatamente, entrambi gli eventi ebbero conseguenze positive. Una versione riconfigurata del sistema operativo NeXT, chiamata OpenStep, ha portato NeXT ad essere venduta a Cupertino nel 1996, e Jobs a diventare CEO di Apple.
Per quanto riguarda Pixar, la rinnovata attenzione per l’animazione portò alla realizzazione di Toy Story, e il successo del film permise il lancio dell’IPO che rese (nuovamente) Jobs un miliardario.

