Il telefono di Trump arriva davvero… ed è già vecchio
The T1 Phone has arrived!! Those who pre-ordered the T1 Phone will be receiving an update email. Phones start shipping this week!!! pic.twitter.com/IsOre1cBa1
— Trump Mobile (@TrumpMobile)
Dopo mesi di dubbi, rinvii e polemiche, Trump Mobile sostiene che il suo controverso smartphone T1 sia finalmente pronto al debutto. L’azienda ha pubblicato un nuovo messaggio su X accompagnato dall’ennesimo render del dispositivo, annunciando che le spedizioni inizieranno “questa settimana”. Una promessa che arriva quasi un anno dopo l’apertura dei preordini e dopo numerose indiscrezioni secondo cui il telefono potrebbe non arrivare mai sul mercato.
Nel video promozionale, Trump Mobile definisce il T1 “un dispositivo potente progettato per prestazioni, affidabilità e autentico valore americano”. Tuttavia, proprio l’aspetto “americano” continua a essere il punto più discusso dell’intera vicenda. Secondo diverse fonti vicine alla produzione, infatti, il telefono non sarebbe realmente costruito negli Stati Uniti, ma semplicemente assemblato superficialmente sul territorio americano con componenti e chassis provenienti dalla Cina.
Già al momento dell’annuncio iniziale, molti osservatori avevano notato che i render mostrati da Trump Mobile raffiguravano in realtà uno smartphone prodotto da aziende cinesi. Adesso la situazione si ripete: i nuovi render mostrano un telefono differente, ma anch’esso sembra essere un modello esistente rimarchiato. In particolare, il dispositivo sarebbe molto simile al HTC U24 Pro, smartphone Android di fascia media presentato nel 2024 da HTC.

Il problema è che l’HTC U24 Pro non è mai stato considerato un top di gamma. Al lancio venne accolto tiepidamente dalla critica specializzata: alcuni recensori ne apprezzarono alcuni dettagli estetici, ma molti segnalarono bug software, ergonomia poco convincente e una politica di aggiornamenti limitata. Alcuni utenti sui forum arrivarono addirittura a criticarne apertamente le fotocamere.
Anche il software rischia di essere già vecchio al debutto. Il Trump T1 dovrebbe arrivare con Android 15, ma il mercato si sta già spostando verso Android 16, mentre Google si prepara ad annunciare Android 17 durante il prossimo Google I/O. Questo significa che il T1 potrebbe nascere già con un sistema operativo tecnicamente superato e senza garanzie concrete sugli aggiornamenti futuri.
Dal punto di vista hardware, il dispositivo eredita però anche alcuni punti positivi dell’HTC originale, come una buona autonomia della batteria. Restano invece dubbi sulla velocità di ricarica, che secondo alcune indiscrezioni sarebbe stata ridotta rispetto al modello HTC da cui deriverebbe.
I preordini del Trump T1 erano iniziati nel giugno 2025 con un deposito iniziale di 100 dollari e un prezzo promozionale fissato a 499 dollari. Ora però emergono nuove indiscrezioni secondo cui il prezzo finale per chi non aveva prenotato il dispositivo in anticipo potrebbe salire almeno a 599 dollari.
A quel punto il confronto con altri smartphone diventa inevitabile. Nella stessa fascia di prezzo si trovano dispositivi come l’iPhone 17e oppure il Google Pixel 10a, prodotti decisamente più moderni, supportati ufficialmente e con ecosistemi software molto più maturi.
Trump Mobile accompagnerà il telefono con il piano tariffario “47 Plan”, un riferimento al fatto che Donald Trump è stato il 45° e il 47° presidente degli Stati Uniti. L’abbonamento costerà 47,45 dollari al mese e includerà chiamate illimitate negli USA, chiamate internazionali verso oltre 230 Paesi, 20 GB di traffico veloce e streaming video limitato a 480p. Curiosamente, concorrenti come T-Mobile offrono piani simili a prezzi quasi identici ma con condizioni generalmente più vantaggiose.
Un altro aspetto che sta facendo discutere riguarda i margini economici dell’operazione. Secondo fonti interne, Trump Mobile guadagnerebbe pochissimo da ogni T1 venduto. L’azienda starebbe semplicemente acquistando dispositivi già pronti, applicando una scocca posteriore personalizzata con il marchio Trump e confezionandoli negli Stati Uniti per poter parlare di “assemblaggio finale americano”.
Nel frattempo Trump Mobile continua anche a vendere iPhone ricondizionati di terze parti a prezzi superiori rispetto ad altri rivenditori. Ad esempio, un iPhone 15 ricondizionato da 128 GB viene proposto a 629 dollari, mentre su altri negozi online lo stesso modello si trova a cifre sensibilmente inferiori. Lo stesso vale per iPhone 14, anch’esso venduto a prezzi poco competitivi.
Alla fine, il Trump T1 sembra trasformarsi sempre più in un’operazione d’immagine piuttosto che in una reale alternativa nel mercato smartphone. E mentre Trump Mobile continua a parlare di “telefono americano”, il dispositivo che arriverà nelle mani dei clienti appare sempre più come un Android cinese rimarchiato con vernice dorata e marketing patriottico.


5 commenti
Aspetto la versione con cover dorata e suoneria dell’inno americano 😂
Più che Made in USA dovrebbero scrive Assembled in USA…
I fan Apple criticano questo telefono, poi però pagano 1.500 euro per un iPhone uguale a quello dell’anno scorso…
Proprio uguale, così come certi commenti che denotano scarsa conoscenza di iPhone
avrebbe fatto prima a vendere le mutande trump che tanto quei cerebrolesi che lo hanno votato se le sarebbero messe in casa vicino alla bandiera americana🤮