OpenAI risponde alla causa di Apple sul furto di segreti industriali
Our statement in response to this suit: We have no interest in other companies’ trade secrets. We remain focused on building innovative technology that empowers people everywhere. https://t.co/lIxGW6hyz5
— Drew Pusateri (@drewpusateri)
Il settore tecnologico è scosso da una nuova e pesante battaglia legale che vede contrapposti due giganti dell’innovazione. OpenAI ha rilasciato una dichiarazione formale in risposta alla causa legale intentata da Apple, la quale accusa l’azienda di intelligenza artificiale di aver sottratto segreti commerciali strategici. La replica smentisce categoricamente ogni tipo di illecito, cercando di gettare acqua sul fuoco in merito a una vicenda che sta già facendo discutere esperti e appassionati di tutto il mondo.
La disputa è nata in seguito al deposito di una denuncia da parte di Cupertino contro gli ex dipendenti Chang Liu e Tang Tan, estesa anche alla stessa OpenAI e alla società io Products. Secondo la ricostruzione di Apple, gli ex collaboratori avrebbero sottratto informazioni hardware altamente riservate per accelerare lo sviluppo dei nuovi e ancora embrionali progetti di dispositivi fisici targati OpenAI. Nel testo della denuncia si parla esplicitamente di un sistema collaudato di sottrazione dei segreti industriali che, a detta di Apple, sarebbe persino normalizzato e incentivato dai vertici dell’azienda rivale. Le accuse descrivono scenari in cui i candidati ai posti di lavoro venivano spinti a portare prototipi Apple ai colloqui e a rivelare dettagli su processi produttivi non ancora pubblici.
La risposta di OpenAI non si è fatta attendere ed è arrivata tramite i canali social. Il Direttore delle Comunicazioni Strategiche dell’azienda ha dichiarato che l’organizzazione non ha alcun interesse nei segreti commerciali di altre compagnie, ribadendo che l’unico obiettivo del team rimane lo sviluppo di tecnologie innovative capaci di supportare gli utenti in ogni parte del mondo.
Questo scontro non rappresenta tuttavia un caso isolato per le ambizioni hardware di OpenAI, che sta collaborando con la società io Products guidata dal celebre designer Jony Ive. Già in passato la startup hardware iyO aveva avviato un’azione legale, prima contestando il branding e successivamente modificando la denuncia per includere proprio accuse di appropriazione indebita di segreti industriali che coinvolgevano lo stesso Tang Tan. Anche in quell’occasione OpenAI aveva respinto fermamente ogni addebito, delineando un quadro competitivo sempre più teso e frammentato sul fronte della proprietà intellettuale.


2 commenti
Era prevedibile che prima o poi si arrivasse a uno scontro frontale. Con Jony Ive di mezzo e tutti questi ex ingegneri di Cupertino passati ad OpenAI, la tensione tra le due aziende era ormai alle stelle. Vedremo come finirà in tribunale.
Certo che se le accuse di Apple sui colloqui di lavoro con i prototipi nello zaino fossero vere, sembrerebbe la trama di una serie TV sullo spionaggio industriale!