Crisi delle memorie: Apple preme per i chip CXMT e YMTC, ma Micron fa muro

La recente crisi delle memorie sta mettendo a dura prova i colossi della tecnologia, innescando un vero e proprio braccio di ferro politico a Washington. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Apple sta premendo sull’amministrazione Trump per ottenere il via libera all’utilizzo di chip di memoria prodotti da aziende cinesi come ChangXin Memory Technologies (CXMT) e Yangtze Memory Technologies (YMTC).
L’obiettivo di Cupertino è chiaro: arginare la forte carenza globale di componenti e contenere i rincari sui dispositivi destinati ai mercati internazionali. Tuttavia, questa mossa ha scatenato la dura reazione di Micron Technology, l’unico grande produttore statunitense di chip di memoria. I vertici di Micron sostengono che aprire ai colossi statali cinesi rischi di compromettere irrimediabilmente la filiera produttiva domestica, replicando il declino industriale già visto in passato in altri settori manifatturieri.
La questione è resa ancor più delicata dal profilo geopolitico delle aziende coinvolte: CXMT e YMTC figurano infatti nelle liste nere del Pentagono e del Dipartimento del Commercio statunitense. Per l’amministrazione Trump si tratta di un bivio complesso, diviso tra la priorità di proteggere i consumatori dai rincari tecnologici e l’esigenza di blindare l’indipendenza strategica ed economica degli Stati Uniti.

