Accadde oggi: Steve Jobs lancia “Think different”

8 agosto 1997 Nel corso del Macworld Expo (l’attuale Apple Special Event), Steve Jobs annuncia il nuovo slogan di Cupertino, “Think different” che oltre a rappresentare una pietra miliare nella storia della pubblicità, è anche il “segnale” che gli anni ’90 della profonda crisi di Apple sono oramai alle spalle grazie a una serie di prodotti di grande successo che da li a poco verranno lanciati (è possibile scaricare lo sfondo originale Think Different di Apple per la scrivania del Mac)
Probabilmente, Think different è la campagna pubblicitaria più iconica di Apple, seconda solo al leggendario spot “1984” per il Macintosh 128K.
“Think different” è stata la prima pubblicità di Apple prodotta da TBWA Chiat/Day dopo oltre dieci anni. Apple aveva abbandonato l’agenzia pubblicitaria dello spot “1984” nel 1985, dopo quello bruttissimo Lemmings in cui venivano mostrati gli utenti di computer in marcia verso un dirupo.
Al posto TBWA Chiat/Day, Apple si era rivolta all’agenzia BBDO. Tuttavia, quando Jobs riprese il controllo di Apple, decise di ritornare alle origini.
La frase “Think different” è stata un’idea di Craig Tanimoto art director presso TBWA Chiat/Day, una risposta alla parola d’ordine di IBM “Think”. Tanimoto aveva anche pensato di accompagnare gli spot della nuova campagna pubblicitaria con una poesia in stile Dr. Seuss.
L’idea di utilizzare personaggi famosi fu sempre di Tanimoto, che a uno disegno di Thomas Edison aggiunse ‘Think different’ e poi un logo in miniatura di Apple. Tuttavia Jobs è stato fondamentale per la selezione dei soggetti storici raffigurati nella campagna pubblicitaria, molti dei quali non erano mai stati utilizzati per pubblicità o avevano fatto da testimonial per qualsiasi altra società.

Anche se la campagna pubblicitaria non era pronta al momento del Macworld Expo 1997, spiegando il motivo dello slogan, Steve Jobs fece in modo che quando furono lanciati i nuovi rivoluzionari PowerBook G3 e iMac, le persone li associassero allo spirito innovativo della nuova pubblicità, nella quale in realtà non apparivano mai i computer Apple.
Queste le parole di Jobs:
“Voglio parlare solo un po’ di Apple e di che cosa significa lo slogan, credo, per molti di noi. Penso che si è sempre dovuti essere un po’ differenti per acquistare un computer Apple. Quando abbiamo rilasciato l’Apple II, bisogna pensare diversamente il computer. I computer erano quelle cose che avete visto nei film [che] occupavano stanze gigantesche. Non erano le cose che avete avuto sul desktop. Si doveva pensare in modo diverso perché non c’era alcun software all’inizio. Si doveva pensare in modo diverso quando un primo computer è arrivato in una scuola dove non ce ne era stato mai uno prima, ed era un Apple II. Credo che si doveva davvero pensare in modo diverso quando avete comprato un Mac. È stato un computer completamente diverso, ha lavorato in un modo totalmente diverso, utilizzato una parte completamente diversa del cervello. Ed ha aperto un mondo di computer per un sacco di persone che pensavano in modo diverso… E penso ancora che dobbiate pensare in modo diverso per comprare un computer Apple.”
Apple ha interrotto la campagna “Think different” con l’arrivo del G4 iMac nel 2002. Tuttavia, l’impatto del slogan continua a farsi sentire più o meno allo stesso modo come il “1984” del primo Mac.


3 commenti
Grazie. Sempre interessantissimi gli articoli sulla storia di Apple.
😉🕸
Ciao Stefano, articolo che tocca le corde giuste!
Uso il Mac dal 1994 e per me Think Different ha sempre significato una cosa sola: un computer al servizio dell’utente, non il contrario. La bellezza del Mac era la semplicità naturale: volevi cancellare? Usavi la gomma. Volevi spegnere? Una combinazione di tasti e via.
Oggi mi ritrovo con un MacBook Air fantastico nelle prestazioni, ma castrato nella filosofia. Se voglio pulire la tastiera a computer spento, non posso: sfioro un tasto e il Mac si accende da solo senza che glielo abbia chiesto nessuno. Se voglio spegnerlo velocemente (bastava una combinazione di tasti), devo fare il “giro dell’oca” tra menu e avvisi di conferma, proprio come accadeva su quel Windows che tanto odiavo. Cioè mi costringe ad usare il mouse, che odio. Per non parlare dell’impossibilità di fare un semplice clone avviabile su disco esterno con Carbon Copy Cloner, una funzione fondamentale che ci hanno tolto in nome di una “sicurezza” sempre più soffocante.
La sensazione è che da Steve Jobs a Tim Cook il paradigma sia cambiato: prima Think Different significava rendere l’informatica a misura d’uomo e priva di burocrazia; oggi significa piegarsi alle regole rigide dell’ecosistema Apple. Il Mac rimane un grande strumento, ma quello spirito di libertà e comodità immediata si è un po’ perso per strada.