ChatGPT per Mac legge e gestisce le chat di Messaggi

Novità in casa OpenAI per gli utenti Mac: l’ultimo aggiornamento di ChatGPT introduce l’integrazione con l’app Messaggi di Apple, capace di leggere le conversazioni iMessage, SMS e RCS direttamente dal computer.
Il nuovo plugin permette all’assistente di cercare tra le chat presenti sul Mac e di preparare o inviare messaggi per conto dell’utente. Secondo OpenAI la funzione è disponibile su tutti i piani dell’app desktop di ChatGPT per macOS, compresi ChatGPT Work e Codex.
Privacy
Un accesso così ampio alle conversazioni personali solleva inevitabilmente interrogativi su privacy e controllo. OpenAI precisa che, nelle impostazioni predefinite, l’invio di un messaggio richiede sempre l’approvazione dell’utente, e invita alla cautela chi decide di concedere un’autorizzazione permanente. La guida ufficiale del plugin elenca i rischi di questa scelta, spiega come revocare l’accesso in qualsiasi momento e segnala un problema noto legato ad alcune attività automatizzate che disattivano le richieste di conferma.
Nelle note di rilascio, l’azienda di Sam Altman ricorda che il plugin consente di leggere e cercare le conversazioni sul Mac e di predisporre o inviare messaggi, sottolineando che per di default ChatGPT chiede conferma prima di inoltrare qualunque comunicazione ai destinatari indicati.
Sul sito dedicato alla documentazione, OpenAI aggiunge che il plugin non consente di interagire con ChatGPT a distanza tramite Messaggi e non funziona nelle conversazioni ordinarie dell’assistente: la funzione, al momento, è riservata ai Mac con chip Apple Silicon e resta esclusa dai modelli con processore Intel.
Quando viene richiesto l’invio di un messaggio, il sistema mostra comunque una richiesta di conferma prima che il testo parta davvero, anche se è possibile disattivare questo passaggio per una singola conversazione.
Co-editing dei siti e altre novità
Oltre al plugin per Messaggi, l’aggiornamento porta diverse altre modifiche. Le chat contrassegnate come preferite restano ora sincronizzate tra l’app desktop e quella per iOS, così da ritrovare le conversazioni più importanti sia dal Mac sia dall’iPhone.
ChatGPT introduce inoltre la possibilità di condividere un’istantanea di sola lettura di una conversazione Codex locale, che non si aggiorna più una volta generata. I collegamenti creati da account personali risultano accessibili a chiunque ne possieda l’indirizzo, mentre quelli generati all’interno di uno spazio di lavoro restano visibili solo ai membri dello stesso team. OpenAI segnala che Codex oscura automaticamente i pattern riconosciuti come dati sensibili, ma consiglia comunque di verificare ogni istantanea prima di condividerla.
I proprietari dei siti possono ora invitare altri membri attivi dello stesso spazio di lavoro a collaborare alla modifica di un sito, quando la funzione è disponibile: chi riceve l’invito può aggiornare contenuti e dati, salvare versioni e pubblicare modifiche dopo la prima pubblicazione effettuata dal proprietario, che mantiene comunque il controllo su accessi, impostazioni, statistiche ed eventuali ripristini. Alcuni proprietari possono anche modificare l’indirizzo di un sito ospitato da ChatGPT senza dover ripubblicare tutto, con il vecchio indirizzo che reindirizza automaticamente al nuovo.
Cronologia
Infine, la funzione Cronologia del computer, presentata la settimana scorsa, si estende agli utenti Pro, Business ed Enterprise dello Spazio economico europeo, della Svizzera e del Regno Unito: resta un’opzione facoltativa, disattivata di default e legata all’attivazione delle Memorie.
🕸️ La Ragantela di Spider-Mac 🕸️
Un assistente terzo che legge le conversazioni private su Messaggi, per quanto protetto da conferme manuali, lascia piuttosto perplessi. È l’ennesima dimostrazione di come le aziende che gravitano attorno all’ecosistema Apple tendano a chiedere sempre più accesso ai dati personali in cambio di comodità discutibili: la sicurezza e la coerenza che contraddistinguono le soluzioni native Apple restano, a nostro avviso, tutta un’altra cosa.

