Quando Steve Jobs studiava i semiconduttori: il progetto delle medie battuto all’asta per 34.375 dollari

Un pezzo di storia della tecnologia, o meglio della preistoria di un suo protagonista, è appena passato di mano per una cifra a dir poco sorprendente. Il progetto scientifico che un giovanissimo Steve Jobs costruì per la fiera scientifica della sua scuola media è stato venduto all’asta per 34.375 dollari.
Jobs frequentava la Cupertino Junior High quando ideò il lavoro, intitolato “What is the SCR?”, dedicato al raddrizzatore controllato al silicio. Il lotto comprende un pannello espositivo in compensato diviso in tre sezioni esplicative e una relazione di dieci pagine con lo stesso titolo.
Il pannello di sinistra presenta un modello ligneo che riproduce un tipico raddrizzatore controllato al silicio, con i suoi quattro strati alternati di materiale semiconduttore di tipo P e N. I circuiti di prova al centro mostrano invece i principi di funzionamento del dispositivo e i suoi impieghi più diffusi, mentre il pannello di destra ospita uno schema e la descrizione di un raddrizzatore da 25 ampere.
Il progetto reca il nome di Jobs, e la relazione allegata porta il titolo “What is the Silicon-Controlled Rectifier by Steve Jobs, Science, Mrs. Yakel, Feb. 29, 1968”. Una nota inclusa nel materiale invitava i giudici a collegare il Circuito II e l’oscilloscopio per vederlo in funzione, raccomandando poi di scollegare tutto al termine della prova.
Il cimelio proviene da John Chovanec, fratellastro di Jobs. La madre di Chovanec, Marilyn, sposò Paul Jobs nel 1990 e continuò a vivere nella casa di famiglia a Los Altos. Dopo la morte di Paul Jobs nel 1993, Steve Jobs rifiutò più volte di ritirare alcuni suoi effetti personali rimasti nell’abitazione. Di fronte all’insistenza di Chovanec, che minacciò di tenerseli, Jobs avrebbe risposto seccamente: “Va bene, ma non voglio più essere disturbato per questo”.
Chovanec aveva già venduto in passato altri oggetti risalenti ai primi anni di Jobs, tra cui manifesti, riviste, papillon e una scrivania. Un manifesto Apple Computer del 1977 era stato aggiudicato per 659.900 dollari, mentre una custodia in legno per Apple-1 appartenuta a Jobs aveva raggiunto i 254.375 dollari. I papillon erano stati venduti per 113.580 dollari.
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Colpisce come il mercato del collezionismo tech continui a valutare più il mito che l’oggetto in sé: un pannello di compensato con un modello di raddrizzatore vale oggi più di tanta elettronica vintage funzionante, semplicemente perché porta la firma di un tredicenne che sarebbe diventato Steve Jobs. È un fenomeno che dice più sul culto della personalità attorno ad Apple che sul reale valore storico del cimelio, e la vicenda familiare con Chovanec aggiunge un retrogusto amaro a un’operazione che, in fondo, resta prima di tutto commerciale.


1 commenti
Capisco i prezzi folli per qualcosa che è alla base del mondo Informatico, ma 113,580 dollari per dei papillon…. credo qualcuno non sappia proprio più dove buttare i vile denaro.