Accadde oggi: Il giorno in cui Jobs promise fiducia a Newton, poi lo abbandonò

4 settembre 1997 Steve Jobs assicura i dirigenti della ex divisione Newton, che a maggio era stata scorporata per creare una azienda separata destinata a vendere il nuovo MessagePad 2000 PDA, di non preoccuparsi, Apple avrebbe appoggiato il progetto, e di trasferirsi nei loro nuovi uffici.
Apple ha lanciato l’assistente digitale personale Newton nel 1993, cioè quando Jobs aveva abbandonato l’azienda dopo un drammatico Consiglio d’Amministrazione che votò la fiducia all’allora CEO John Sculley.
Il Newton era un dispositivo in anticipo sui tempi, offriva il riconoscimento della scrittura a mano e la tecnologia AI in un fattore di forma mobile (in quegli anni i portatili erano una rarità).
Sfortunatamente, le prime versioni del Newton offrirono prestazioni al di sotto delle attese di Apple, offuscandone addirittura il marchio.

A metà degli anni ’90, tuttavia, Cupertino aveva risolto molti dei primi problemi con il Newton MessagePad 120 e NewtonOS 2.0 e il MessagePad 2000, rilasciato a marzo 1997, è stato il miglior Newton di sempre, diventando un successo commerciale. Sulla scia di questo risultato, Apple aveva deciso di far diventare la divisione Newton una azienda a se stante. Sandy Benett, ex vicepresidente del Newton Systems Group, avrebbe ricoperto il ruolo di Chief Operating Officer (COO).
Il 6 agosto, Benett ha aveva annunciato che Newton Inc. era “completamente autonoma da Apple”. Con il proprio consiglio di amministrazione separato e il logo aziendale, tutto ciò di cui aveva bisogno per fare il passo finale era trovare un CEO e trasferirsi in nuovi uffici a Santa Clara, in California.
Molti speravano che la neonata azienda attirasse finanziamenti e sarebbe stata quotata in Borsa entro un paio d’anni. Il tutto accadeva durante la bolla tecnologica pre-2000, e una IPO (offerta pubblica) di Newton era stata accolta con favore, soprattutto perchè l’azienda era separata da Apple, che all’epoca era ancora in rosso.
Tuttavia, nessuno vedeva il PDA come una prospettiva a lungo termine. L’ex CEO di Apple, Gil Amelio, aveva cercato di vendere la tecnologia newton un po’ a tutti, da Samsung a Sony. Quando tutti rifiutarono, Apple prese la decisione di scorporare Newton e circa 130 dipendenti Apple seguirono la nuova azienda.
Poi Apple fece un’inversione a U con l’arrivo di Jobs, che non era d’accordo con il progetto di una azienda Newton spin-off di Apple. Jobs non vedeva alcun motivo per supportare un prodotto che aveva venduto da 150.000 a 300.000 unità appena durante i suoi 4,5 anni di commercializzazione.

Tuttavia, Jobs era interessato all’eMate 300, un altro dei prodotti Newton, un PDA da 800 dollari con una tastiera integrata e un design a conchiglia colorato e sinuoso, il papà dell’iMac G3 dell’ iBook.
Destinato inizialmente al mercato dell’istruzione, l’eMate 300 era uno dei prodotti Apple dall’aspetto più unico del suo tempo.
Cinque giorni dopo aver detto ai dirigenti di Newton di non preoccuparsi di trasferirsi nei loro nuovi uffici, Jobs fece sapere che Apple avrebbe concentrato gli sforzi sulla costruzione dell’eMate 300. Ma questa decisione non significava assolutamente che Apple stava “scaricando il MessagePad”.
All’inizio dell’anno successivo, Steve Jobs abbandonò il Newton MessagePad in modo che Apple potesse concentrarsi sul Macintosh.


1 commenti
Ragazzi e ragazze,
ho notato che sulla home_page del sito spider-mac
è stato inserito un countdown che mostra in tempo reale
i giorni mancanti all’evento Apple del 9 settembre 2025.
E’ stata una idea geniale,
come Newton e la sua mela !