Il vecchio MacBook diventa un NAS: dalla condivisione di macOS a Linux

Dare una seconda vita a un vecchio MacBook trasformandolo in un server NAS per casa è possibile, con soluzioni che vanno dai semplici strumenti di condivisione integrati in macOS fino a sistemi avanzati basati su Linux.
Un NAS serve in genere a tre scopi: fare da archivio multimediale di casa, condividere file e collaborare, oppure archiviare e fare backup. Visti il valore dei dati e il rischio di guasti dei dischi nei Mac più datati, conviene affidarsi a unità di memoria esterne.

Prima di cominciare, il Mac va ripristinato le impostazioni di fabbrica, riportato alle impostazioni di fabbrica e aggiornato al macOS più stabile supportato. Servono poi un cavo Ethernet per un collegamento veloce e stabile al router e, se il Mac Intel ha un’uscita HDMI, un adattatore che simuli la presenza di uno schermo e attivi la GPU per prestazioni video migliori. L’app gratuita Amphetamine impedisce invece al computer di andare in stop.

La soluzione più semplice è già inclusa in macOS: in Impostazioni di Sistema/Generali/Condivisione si attiva Condivisione file, quindi con un click sulla “i” a destra del nome si scelgono le cartelle e si assegnano i permessi agli utenti. I dati diventano accessibili anche da dispositivi Windows e Android, persino da un disco esterno collegato. Ci si connette con l’indirizzo IP fornito dal Mac e si naviga tra i file dal Finder.
Un vecchio Mac può anche diventare un ottimo server multimediale con Plex, Kodi o Infuse. Plex, il più diffuso, ha un’interfaccia curata e semplice, con streaming domestico gratuito e accesso da remoto a pagamento. Bastano un account e Plex Media Server: la procedura guidata chiede dove si trovano i contenuti in rete e scarica copertine e informazioni per costruire una libreria in stile Netflix. I Mac con poca RAM possono faticare con la transcodifica a 4K, quindi conviene impostare lo streaming in qualità originale.
Chi vuole spingersi oltre può installare Linux e applicazioni open source, ottenendo strumenti come i pannelli di controllo via web, anche se i Mac con poca memoria faranno fatica. Una via relativamente accessibile, sia per Mac Intel sia per Apple Silicon, è sostituire il sistema con Debian e affiancarvi CasaOS o Umbrel, entrambi ben documentati. Sui Mac con chip M, Debian può girare anche come macchina virtuale, e chi ha dimestichezza con il terminale può usare Docker direttamente su Debian. Con Linux, però, il Mac non eseguirà più macOS e diventerà un NAS senza schermo, gestito dal browser. Si possono aggiungere Nextcloud, per l’archiviazione online, o Jellyfin, alternativa libera a Plex.


9 commenti
Un buon motivo per non vendere il vecchio portatile a 40 euro su Subito.
Apple smette di aggiornare i vecchi Mac, e per farli lavorare ancora l’articolo propone anche di sostituire macOS con Linux. Il miglior aggiornamento non arriva da Cupertino.
…ed infatti nel mio “vecchio” air gira linux mint xfce…
Posso usare qualsiasi vecchio Mac come NAS?
In linea di massima sì, purché sia stato cancellato, ripristinato alle impostazioni di fabbrica e aggiornato alla versione di macOS più stabile che supporta. I Mac con poca RAM, però, possono faticare con la transcodifica a 4K e con le soluzioni basate su Linux.
Ricordate di usare il cavo Ethernet: il Wi-Fi per lo streaming in 4K è una brutta idea.
Ecco perche’ il mio nuovo Nas (appena acquistato) la la porta ethernet da 10Gb. Ora spero solo che portino la porta ethernet delle nuove Apple tv ad almeno 2,5Gb ed ho fatto tombola.
Perché conviene usare dischi esterni?
Perché i dati hanno valore e i dischi interni dei Mac più datati sono più esposti a guasti. Collegare unità esterne permette di conservare i file in modo più sicuro e di condividerli direttamente dal disco.