ChatGPT copia Google: è possibile provare i vestiti virtualmente (rischio privacy)

OpenAI amplia le funzioni di shopping di ChatGPT con la prova virtuale dei vestiti, generata a partire dalle immagini caricate dall’utente. Il principio è identico a quello introdotto da Google nella Ricerca nel 2025, che permette di caricare una foto e vedersi addosso diversi capi.
La funzione, chiamata Virtual Try On, compare in ogni conversazione in cui ChatGPT mostra la scheda di un capo d’abbigliamento. Basta toccare il prodotto, scegliere “Try on” e caricare un selfie e una foto a figura intera. Non è obbligatorio usare gli articoli proposti dal chatbot: in teoria funziona con qualsiasi schermata di un indumento caricata dall’utente.
Per creare le immagini OpenAI usa il nuovo modello ChatGPT Images 2.5, rilasciato a settembre. Insieme alla prova virtuale arriva anche la possibilità di salvare i prodotti preferiti nella Libreria dell’app, per ritrovarli in seguito. Resta valida la solita cautela sulle foto caricate: con un account personale, di default le immagini possono essere usate per l’addestramento, a meno di disattivare l’opzione.
OpenAI non è un negozio online come Amazon, ma in passato ha già provato a gestire gli acquisti all’interno di ChatGPT con Instant Checkout, funzione oggi interrotta, e propone inserzioni nelle conversazioni a disposizione dei commercianti. Nessuna singola novità può coprire gli enormi costi di addestramento e gestione dell’IA, ma il flusso costante di strumenti dedicati allo shopping negli ultimi dodici mesi lascia intendere che l’azienda veda un’opportunità.

