Il caso Prosser si complica: Apple vuole sapere quanto ha guadagnato con YouTube

Jon Prosser sostiene che i presunti segreti industriali di Apple siano ormai pubblici, mentre Cupertino insiste per ottenere i suoi ricavi su YouTube, le statistiche del canale e i messaggi scambiati con terzi, per verificare se abbia tratto profitto dalle indiscrezioni su iOS 26.
Nella nuova relazione congiunta depositata ieri, Apple ricorda di attendere da oltre tre mesi quei materiali, che dovrebbero chiarire il suo eventuale guadagno e il modo in cui le informazioni riservate sono state ottenute e diffuse. È la prosecuzione della disputa sulla fase istruttoria già raccontata ad agosto.
L’avvocato di Prosser replica che il suo assistito ha già adempiuto agli obblighi concordati quando le parti hanno chiesto di annullare la sentenza in contumacia, e accusa Apple di domandare nuovi documenti ogni volta che ne vengono consegnati. Sostiene poi che i segreti indicati siano diventati pubblici con l’arrivo di iOS 26 e macOS 26, e si chiede se alcuni lo siano mai stati, visto che terzi li avevano già divulgati. Le descrizioni scritte di Apple, aggiunge, non sono accompagnate da immagini, e questo rende difficile valutarle.
Apple respinge l’accusa di una divulgazione carente e si dice pronta a discuterne con i legali dei convenuti. Ritiene inoltre che la deposizione di Prosser e le sue conversazioni su Signal con Michael Ramacciotti indichino un’azione concertata per ottenere e rivelare informazioni riservate a scopo di lucro, in contrasto con la smentita di una cospirazione da parte di Ramacciotti.
Quest’ultimo vuole separare la propria posizione da quella di Prosser: il suo legale dice che non intende “essere trascinato” nella difesa altrui. Ha chiesto al giudice James Donato una conferenza a ottobre, in cui Apple spieghi di quali ulteriori prove abbia bisogno, seguita da un termine di 30 giorni per ritirare le accuse o impegnarsi ad andare a processo. Una seconda deposizione e le risposte scritte aggiornate, intanto, restano subordinate a un percorso chiaro verso la soluzione della causa.
Apple ha avviato l’azione legale a luglio 2025, sostenendo che i due si fossero coordinati per accedere all’iPhone di sviluppo di un dipendente e trarre profitto da informazioni su software inediti. Prosser aveva pubblicato video con ricostruzioni del Liquid Glass di iOS 26 prima dell’annuncio. Cupertino chiede danni e un’ingiunzione contro nuove divulgazioni. Il 2 luglio Prosser ha ammesso di aver partecipato a una chiamata FaceTime in cui Ramacciotti gli mostrava funzioni in esecuzione sul dispositivo, negando però uno schema coordinato e il carattere di segreto industriale di quanto visto.
Se il Tribunale non accoglierà la richiesta di Ramacciotti, le parti presenteranno il prossimo aggiornamento il 2 dicembre.
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La tesi della difesa ha un punto debole evidente: che una funzione diventi pubblica con il rilascio del sistema non cancella il fatto che fosse riservata quando è stata mostrata e diffusa, mesi prima. Il problema, semmai, è un altro. Apple chiede ricavi, statistiche e messaggi privati a oltre tre mesi di distanza, e questo dà l’impressione di una ricerca a tappeto più che di una dimostrazione puntuale del danno. Il fatto che le descrizioni dei presunti segreti non abbiano immagini non aiuta la sua causa. D’altra parte, l’ammissione della chiamata FaceTime da parte di Prosser pesa, e la mossa di Ramacciotti di sfilarsi suggerisce che la linea difensiva comune sia meno solida di quanto sembri. Ci aspettiamo ancora molte carte e pochi chiarimenti.


2 commenti
Mi sfugge, ma questo Jon Prosser è semplicemente uno youtuber oppure c’è anche un qualche altro legame tra lui ed Apple?
È uno youtuber che con fortuna altalenante cerca di anticipare (indovinare) eventi e prodotti Apple.