Dopo le polemiche, Elevation Lab ritira l’accessorio che zittiva l’AirTag

Elevation Lab fa marcia indietro e ritira dal mercato il Silencer, l’accessorio pensato per rendere muto l’AirTag. L’azienda lo ha comunicato oggi via email ai clienti, dopo le critiche ricevute nelle scorse settimane.
Il Silencer integrava un perno in corrispondenza dell’altoparlante: bastava togliere la batteria, applicarlo e colpirlo con un martello per perforare la plastica e il componente sottostante. Secondo Elevation Lab, lo scopo era impedire ai ladri di individuare gli AirTag su beni di valore, come le biciclette o le auto.
Il punto è che quel suono è una protezione essenziale contro lo stalking. L’AirTag lo emette quando è lontano dal proprietario proprio per avvisare chi potrebbe essere seguito a sua insaputa. Apple ha rafforzato più volte le tutele dal 2021, e il nuovo AirTag 2
ha un altoparlante più potente e più adesivo per ostacolarne la rimozione.
Glenn Fleishman di Six Colors aveva definito l’accessorio “appalling”, cioè sconcertante. Il CEO Casey Hopkins aveva replicato che gli utenti possono già silenziare i tag da soli e che le notifiche su smartphone proteggono comunque chi ne trova uno sconosciuto.
Ora l’azienda ammette che il Silencer poteva aiutare chi ha cattive intenzioni a tracciare persone senza notifiche sul telefono. Elevation Lab userà il proprio brevetto per impedire che altri producano un accessorio simile.
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Il dietrofront è apprezzabile, ma sorprende che servisse una polemica per capire un rischio evidente fin dall’inizio. Il brevetto usato come scudo è una scelta intelligente. Resta però il fatto che un tag silenziabile con un martello rivela un limite hardware che Apple ha corretto solo con l’AirTag 2.

