Apple porta a casa il secondo round contro OpenAI: stop all’uso dei presunti segreti industriali “rubati”

Durante l’utima udienza in Tribunale, OpenAI si è impegnata volontariamente a non utilizzare i presunti segreti industriali di Apple, almeno finché la battaglia legale resterà aperta.
Nelle stesse ore OpenAI aveva depositato una nuova istanza nella causa in cui Apple la accusa di aver sottratto segreti industriali. Secondo OpenAI, un suo ex dipendente passato ad Apple avrebbe portato con sé più di cento file riservati sui suoi dispositivi non ancora annunciati.
Durante l’udienza, però, l’esito si è mostrato favorevole ad Apple: il giudice Edward Davila ha lasciato intendere che è “molto probabile” che accoglierà la richiesta di ingiunzione preliminare presentata da Cupertino, il provvedimento che vieterebbe a OpenAI di usare le informazioni riservate di Apple finché la causa è in corso.
Un breve riassunto: Apple ha citato in giudizio due ex dipendenti, Chang Liu e Tang Tan, OpenAI e io Products per appropriazione indebita di segreti industriali. Ha chiesto che durante il procedimento i convenuti non possano accedere alle sue informazioni riservate, usarle o diffonderle. Ha chiesto anche l’accesso anticipato a documenti interni, prove forensi e testimonianze, richieste in gran parte accolte ieri.
Davanti all’orientamento del giudice, OpenAI ha accettato di “non usare i segreti industriali che Apple sostiene siano stati rubati”. Ha inoltre promesso di acquisire copie forensi dei dispositivi di 14 dipendenti che “potrebbero contenere informazioni riservate di Apple”. Davila potrà far rispettare l’accordo e, in caso di inadempienza, OpenAI rischia sanzioni.
Il giudice ha comunque frenato Apple, definendo “una richiesta enorme” quella di ispezionare ogni dispositivo e archivio sospetto. L’avvocato di Apple, John M. Desmarais, ha risposto che le verifiche si limiteranno a un piccolo gruppo di ex dipendenti: OpenAI non avrebbe “400 mele marce”, ma “poche mele marce che sanno chi sono”.

