Apple difende il 60Hz dell’iPad mini OLED: “conta la risposta dei pixel”

Il nuovo iPad mini adotta finalmente un display OLED, ma rinuncia a ProMotion: la frequenza di aggiornamento resta ferma a 60Hz e non raggiunge i 120Hz. La tecnologia, che sugli iPad Pro adatta in automatico il refresh da 10Hz a 120Hz in base ai contenuti, rimane per ora prerogativa dei modelli di fascia alta.
A spiegare la scelta è David Pakula, vicepresidente della progettazione hardware di Apple, intervistato dal podcaster Christopher Lawley. Secondo il dirigente l’esperienza visiva non si riduce a una singola specifica: i pannelli OLED hanno tempi di risposta dei pixel più rapidi di oltre un ordine di grandezza rispetto agli LCD, con una netta riduzione dell’effetto scia. Sommati a contrasto, luminosità e colori, il risultato è per Pakula “un display eccezionale”.
I numeri dichiarati da Apple non sono trascurabili: 600 nit di luminosità massima per i contenuti standard (erano 500) e fino a 1.200 per l’HDR, con un rapporto di contrasto di 2.000.000:1 reso possibile dai pixel che si spengono del tutto. Restano invariati i 326 pixel per pollice e il supporto alla gamma colore P3.
L’iPad mini è già in preordine, con prezzi che partono da 759 €, e arriverà nei negozi venerdì 6 novembre.
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Pakula ha ragione su un punto: un OLED veloce migliora la fluidità rispetto al vecchio LCD. Resta però difficile accettare i 60Hz su un tablet che parte da 759 €, quando il 120Hz è ormai di casa su iPhone Pro e iPad Pro. Sembra una scelta di segmentazione più che tecnica, per non togliere argomenti alla gamma superiore. L’iPad mini resta un prodotto affascinante, ma questa rinuncia pesa.

