Apple presenta il chip M6, primo a 2 nanometri, sul nuovo Mac mini: CPU più veloce, GPU potenziata e NPU raddoppiata. Ma per chi ha già un M5 l'aggiornamento non è così urgente.
Apple ha siglato un nuovo accordo pluriennale da oltre 30 miliardi di dollari con Broadcom per la produzione negli Stati Uniti di chip e componenti wireless avanzati.
Un briefing riservato della CIA avrebbe avvertito Tim Cook e altri CEO della Silicon Valley del rischio di un’azione militare cinese su Taiwan entro il 2027. In gioco c’è la dipendenza globale da TSMC e la sicurezza della filiera dei chip, cuore tecnologico di iPhone, iPad e Mac.
Apple utilizzerà il processo TSMC a 2 nanometri base N2 per i nuovi chip A20 e M6, rinviando l’adozione della variante più avanzata N2P per motivi di costi, disponibilità e tempistiche di produzione.
L’esplosione degli investimenti nell’intelligenza artificiale sta cambiando gli equilibri dell’industria dei chip, al punto da mettere in discussione il primato storico di Apple nella catena di fornitura di TSMC. Tra spese record, scommesse azzardate e il rischio di una nuova bolla tecnologica, il settore si interroga su quanto sia davvero sostenibile questa corsa all’IA.
Apple prepara la produzione di massa dei propri chip AI per server nel 2026, puntando a nuovi data center nel 2027 e consolidando la sua leadership nel silicio proprietario.
Apple avvia colloqui esplorativi con CG Semi per portare in India, per la prima volta, l’assemblaggio e il packaging di chip per iPhone, probabilmente legati ai display, rafforzando ulteriormente la strategia di diversificazione della supply chain.
Per un dispositivo con l'Apple TV questa migliore efficienza energetica si traduce per l'utente in un risparmio in bolletta di pochi centesimi all'anno. Allora perché Apple si è "scomodata" a produrre un processore tutto nuovo?