Apple e Intel: accordo storico per produrre chip negli USA

Il panorama della produzione tecnologica globale potrebbe essere vicino a una svolta storica. Secondo quanto dichiarato di recente dal presidente statunitense Donald Trump tramite il suo social Truth, Apple avrebbe raggiunto un accordo con Intel per avviare la produzione di una parte dei suoi chip direttamente negli Stati Uniti. L’indiscrezione ha immediatamente scosso i mercati finanziari, spingendo le azioni di Intel a un balzo del 9% nelle contrattazioni pre-market, mentre i titoli di Cupertino hanno registrato un timido segno positivo. Sebbene i due colossi non abbiano ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, la notizia conferma le indiscrezioni già emerse su un’intesa preliminare mirata a spostare parte della filiera dei processori sul suolo americano.
In base ai dettagli trapelati, Intel non si occuperà della progettazione dei semiconduttori, ma agirà esclusivamente come fonderia. La storica azienda di Santa Clara realizzerà i chip basandosi sui progetti proprietari di Cupertino, replicando lo stesso modello di business attualmente gestito in esclusiva dalla taiwanese TSMC. Le voci di corridoio suggeriscono che questa partnership si concentrerà inizialmente sui processori di fascia medio-bassa, inclusi i chip della serie M destinati ai modelli base di iPad e Mac.
Questa alleanza rappresenta un netto cambio di rotta nei rapporti tra le due aziende. Prima del lancio dei chip Apple Silicon basati su architettura ARM, i Mac utilizzavano processori Intel, un sodalizio interrotto a causa dei continui ritardi nello sviluppo dei componenti che limitavano i piani di aggiornamento di Apple. Il riavvicinamento odierno è guidato soprattutto dal nuovo corso di Intel sotto la guida del CEO Lip-Bu Tan, subentrato lo scorso anno dopo l’uscita di Pat Gelsinger. La nuova strategia di rilancio, sostenuta anche dal Governo americano che ha convertito in equity i fondi del Chips Act acquisendo il 10% della società, ha permesso a Intel di recuperare terreno rispetto a Samsung e la stessa TSMC.
Per Apple, d’altro canto, la necessità di diversificare la catena di approvvigionamento è diventata una priorità assoluta. L’eccessiva dipendenza da TSMC ha mostrato i suoi limiti durante l’ultimo trimestre fiscale, quando la carenza di chip A19 e A19 Pro ha rallentato la distribuzione dei nuovi iPhone 17. Con l’esplosione dell’intelligenza artificiale, le fabbriche taiwanesi sono saturate dalla richiesta di hardware per i server AI, lasciando sempre meno spazio e potere contrattuale ai produttori di dispositivi consumer. L’accordo con Intel offre così a Cupertino una preziosa alternativa logistica e strategica per proteggere il proprio business.


1 commenti
Le dichiarazioni di Trump lasciano il tempo che trovano… Parole al vento… Meglio aspettare comunicazioni ufficiali attendibili, da parte delle aziende coinvolte.