Steve Jobs presenta NeXT Computer: il video del Keynote del 12 ottobre 1988
Grazie al progetto ReDiscovered Future è disponibile su YouTube il video del Keynote del 12 ottobre 1988 durante il quale Steve Jobs presentò il NeXT Computer, conosciuto anche come The Cube per la sua forma a cubo.
La qualità del filmato non è eccelsa perché è stato assemblato e restaurato da due casette VHS, e probabilmente anche per via della scarsa illuminazione del Louise M. Davies Symphony Hall di San Francisco, che ospitò l’evento. Stando ai crediti introduttivi, il filmato è stato ritrovato grazie al lavoro pre-produzione del film Steve Jobs di Aaron Sorkin. Il video è di un certo valore storico perché è stato il primo Keynote di Steve Jobs dopo essere stato licenziato dall’allora CEO di Apple, John Sculley.
La NeXT Computer fondata nel 1985 da Steve Jobs aveva l’obiettivo di avviare una nuova rivoluzione del campo dell’informatica con la creazione di un innovativo computer e relativo sistema operativo. Il primo non ebbe un gran successo, ma il secondo gettò le basi per il Mac OS X.
In realtà, la NeXT fa parte di un più ampio e complesso progetto di Steve Jobs per ritornare in Apple.
ll 7 gennaio 1997 Gil Amelio tenne il suo discorso durante il keynote dell’Apple Expo a San Francisco. Per ben tre ore parlò della crisi di Apple e cercò in tutti i modi di tenere alti gli animi, presentando diversi prototipi e introducendo al pubblico presente l’interessante modello di Macintosh prodotto per il ventennale della Apple.

AI termine del discorso, Amelio fece salire sul palco Steve Jobs. ll pubblico presente nell’auditorium si trasformò immediatamente in una folla esultante. Gli applausi non si riuscivano a trattenere e Jobs capì in un istante che gli anni passati in esilio non avevano contribuito a cancellare la sua figura dal cuore di tutti coloro che amavano la Apple e il Macintosh.
Sebbene Jobs ricoprisse ufficialmente il ruolo di consulente esterno, a poco a poco i dirigenti Apple furono sostituiti da persone di sua fiducia, come Avadis Tevanian, vice presidente del settore engineering in NeXT, e Jon Rubinstein, anch’egli facente parte dell’originale gruppo di NeXT. II 4 febbraio 1997 ci fu la prima mossa “mascherata” di Jobs diretta ad acquisire il controllo della Società: il suo caro amico Larry Ellison, CEO di Oracle, dichiarò l’intenzione di entrare a far parte dell’azionariato di Apple in modo deciso, affermando di avere già costituito un nutrito gruppo di finanziatori pronti a sostenere il suo gioco. Probabilmente le intenzioni di Ellison non erano reali: il solo obiettivo era quello di creare maretta all’interno del consiglio di amministrazione, così da avere lo spunto per escludere dai giochi Amelio (l’ultimo CEO di Apple prima del ritorno di Steve Jobs). I timori del presidente di Apple, che sentiva sempre più vicina una scalata, si concretizzarono quando in aprile il principe Alwaleed, nipote del Re d’Arabia, acquistò il 5% delle azioni di Apple e soprattutto quando un misterioso soggetto mise sul mercato ben un milione e mezzo di azioni Apple. Nessuno sa chi sia stato a operare quest’ultima mossa, ma non è difficile ipotizzare che il manovratore sia stato lo stesso Jobs, che aveva ottenuto un ingente quantitativo di azioni come parte dell’acquisto di NeXT.
La trappola era tesa e il consiglio di amministrazione decise di estromettere il povero Amelio, convinto della necessità di avere al comando un uomo forte, in grado di fronteggiare la delicata situazione. Era indubbiamente la fine di un’epoca: davanti a Jobs si stagliava una strada completamente libera e di facile percorribilità.


