FBI chiede ad Apple di sbloccare gli iPhone dell’assassino di Pensacola

Secondo NBC News, l’FBI ha chiesto ad Apple di sbloccare due iPhone appartenuti al militare saudita Mohammed Saeed Alshamrani, l’autore della strage presso la Naval Air Station di Pensacola in Florida (Stati Uniti), in cui hanno perso la vita tre persone lo scorso dicembre.
Secondo le indiscrezioni, gli iPhone sono protetti da password, ma gli investigatori non sono in grado di trovare le combinazioni per sbloccarli neppure con l’aiuto di aziende terze, in più uno è parzialmente danneggiato da un colpo di proiettile.
La richiesta è stata inviata a Katherine Adams, Senior Vice President e General Counsel Apple, esperta di sicurezza e questioni legali, che così ha risposto:
“Abbiamo il massimo rispetto per le forze dell’ordine e abbiamo sempre lavorato in modo cooperativo per aiutarli nelle loro indagini. Quando l’FBI ci ha chiesto informazioni in relazione a questo caso un mese fa, abbiamo dato loro tutti i dati in nostro possesso e continueremo a sostenerli con le informazioni che abbiamo a disposizione.”
La risposta di Adams lascerebbe intendere che Apple non può fare molto per sbloccare gli iPhone.
Sembra così delinearsi un altro caso “San Bernardino”, quando sempre l’FBI chiese a Tim Cook & C. di sbloccare l’iPhone 5c di Syed Rizwan Farook, uno dei due terroristi che nel 2015 assaltarono un centro di assistenza per disabili provocando la morte di 14 persone a San Bernardino, in California.
Fortunatamente per Apple, dopo un lungo braccio di ferro in cui intervenne perfino il Presidente degli Stati Uniti di allora, Barack Obama, l’iPhone 5c fu poi sbloccato da un’altra azienda.

