L’FBI ha gli strumenti per sbloccare gli iPhone della strage Pensacola, ma non li usa

La notizia del momento è la richiesta del Procuratore Generale Bill Barr ad Apple di sbloccare gli iPhone di Mohammed Saeed Alshamrani, il cadetto in forza alla base aeronavale americana di Pensacola che ha ucciso tre commilitoni e ferito altre otto persone lo scorso 6 dicembre.
Un particolare che fino adesso non era emerso è che i telefoni in questione sono un iPhone 5 e un iPhone 7, che non utilizzano l’ultima versione della Secure Enclave degli iPhone XS e successivi, e che quindi possono essere facilmente sbloccati con le “scatole” prodotte da Grayshift e Cellebrite.
Nel 2006, l’FBI aveva chiesto senza successo ad Apple di sbloccare l’iPhone 5c dell’autore della strage di San Bernardino. Alla fine si era rivolta ad una società terza e pagando $1 milione era riuscita ad accedere ai dati del telefono dell’assassino.
Dal 2006 i prezzi dei dispositivi che riescono a sbloccare gli iPhone 7 e precedenti hanno perso rapidamente valore, ed oggi si possono acquistare per circa $15.000.
Ma la notizia è un’altra: secondo i media americani, fino adesso l’FBI ha speso oltre $1 milione in prodotti Grayshift per sbloccare gli smartphone, in altre parole gli agenti speciali federali dovrebbero essere in grado di sbloccare l’iPhone 5 e l’iPhone 7 senza richiedere l’aiuto di aziende terze, proprio come fanno molte altre Polizie del mondo.

