Apple sfida Bruxelles: ricorso contro la maxi-multa UE da 500 milioni di euro per l’App Store

Come ampiamente previsto, Apple ha formalmente presentato ricorso contro la multa da 500 milioni di euro inflitta dalla Commissione Europea per presunta violazione del Digital Markets Act (DMA), la normativa dell’Unione volta a regolamentare le pratiche delle grandi piattaforme digitali. La sanzione, annunciata in aprile, è la prima del suo genere per Apple nell’ambito del DMA e si basa sull’accusa di aver ostacolato i cosiddetti meccanismi di “steering”, ovvero la possibilità per gli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso metodi di pagamento alternativi all’interno delle app.
La vicenda prende le mosse dalle profonde modifiche annunciate da Apple all’inizio del 2024 per conformarsi al DMA. L’azienda aveva introdotto una serie di novità, tra cui l’apertura a marketplace alternativi, l’adozione di motori di browser di terze parti e nuovi termini commerciali per gli sviluppatori europei. Tuttavia, secondo Bruxelles, queste modifiche non sono state sufficienti e, anzi, sono arrivate con ritardo, aggravando la posizione di Apple.

Solo la scorsa settimana, Apple ha annunciato ulteriori cambiamenti alle regole dell’App Store, rimuovendo numerosi ostacoli per gli sviluppatori che desiderano indirizzare gli utenti verso soluzioni di pagamento esterne. Oltre a ciò, sono stati introdotti nuovi termini contrattuali e una struttura a due livelli per la cosiddetta “Store Services Fee”, la tassa che Apple applica per l’uso di servizi dell’App Store.
Secondo Cupertino, la Commissione sta andando oltre quanto richiesto dal DMA e avrebbe modificato più volte le proprie richieste, ampliando di fatto la definizione di “steering” fino a includere anche strumenti come webview in-app, link a store alternativi e promozione di sistemi di pagamento terzi direttamente all’interno delle app. Apple sostiene inoltre che Bruxelles avrebbe imposto il contenuto specifico di ciascun livello della Store Services Fee, obbligando la società a spostare funzionalità come la scoperta delle app nel livello superiore, il cui costo è maggiore.
Nel dettaglio, la nuova tassa prevede un primo livello da 5%, che copre solo un insieme limitato di servizi essenziali, e un secondo livello da 13% (ridotto al 10% per i membri del programma Small Business), che include tutte le funzionalità attuali dell’App Store. Apple insiste nel dire che questa segmentazione non è frutto di una propria scelta commerciale, ma un’imposizione diretta della Commissione.
In una dichiarazione ufficiale, Apple afferma di aver presentato il ricorso per contrastare una decisione che considera “senza precedenti” e “fuori misura” rispetto alle norme europee. L’azienda accusa la Commissione di voler dettare unilateralmente come gestire l’App Store, con effetti negativi tanto sugli sviluppatori quanto sugli utenti. Apple conclude spiegando di aver accettato i cambiamenti solo per evitare sanzioni giornaliere più pesanti e promette di dimostrare in tribunale la propria correttezza.


2 commenti
a parte il fatto che la comunità europea è contro i consumatori e la privacy, infatti non mi rappresenta, ma poi i soldi delle multe dovrebbero ridati ai consumatori che hanno subito, secondo loro questo presunto dominio di apple. vogliono comandare in casa Apple cosi come comandano in casa nostra.
non riescono a fare resuscitare nokia allora mazzuolano i concorrenti 🤣
Io non ho ancora capito se uno sviluppatore che abbia fatto un’applicazione per iOS debba dare almeno qualcosa ad Apple oppure no, perchè indipendentemente dal fatto che si facciano pagare da store esterni dovrebbero riconoscere che senza iOS la loro app non servirebbe a niente.
Mi riferisco ai nuovi cambiamenti.