Apple perde un altro cervello AI: fuga verso Meta per superstipendi e progetti ambiziosi

La corsa globale all’intelligenza artificiale si fa sempre più accesa, e Apple continua a perdere terreno: Bowen Zhang, uno degli esperti di punta nel team dei modelli fondamentali di Apple, ha lasciato l’azienda per unirsi a Meta. È il quarto caso in pochi mesi, e fa seguito alla defezione clamorosa di Ruoming Pang, ex leader del team, anch’egli oggi tra le fila del colosso guidato da Mark Zuckerberg.
Meta sta costruendo con grande aggressività il suo Superintelligence Labs, una divisione dedicata allo sviluppo di sistemi AI in grado di raggiungere, se non superare, l’intelligenza umana. Per attirare i migliori talenti del settore, Menlo Park ha messo sul piatto pacchetti retributivi senza precedenti: Pang avrebbe ricevuto un’offerta superiore ai 200 milioni di dollari, comprendente uno stipendio base elevato, un bonus alla firma e premi azionari, una cifra che supera la retribuzione della quasi totalità dei dipendenti Apple, fatta eccezione per i massimi dirigenti.
Apple, da parte sua, sta cercando di tamponare l’emorragia aumentando marginalmente le retribuzioni del team AI, ma i livelli restano lontani dagli standard offerti da Meta. Secondo Sam Altman, CEO di OpenAI, Meta starebbe offrendo bonus alla firma fino a 100 milioni di dollari anche ad altri ingegneri del settore, pescando personale non solo da Apple, ma anche da OpenAI e Anthropic.
Nel frattempo, le funzioni promesse con Apple Intelligence sono slittate al 2026, mentre Google e Samsung hanno già integrato nei loro dispositivi sistemi AI molto più evoluti. Per fronteggiare la situazione, Cupertino ha ristrutturato la sua divisione AI, ora supervisionata da Craig Federighi e Mike Rockwell, già a capo dello sviluppo di Vision Pro.
Tuttavia, i segnali interni non sono incoraggianti. Si vocifera che Apple stia valutando l’adozione di tecnologie esterne – come quelle di OpenAI o Anthropic – per potenziare Siri con un grande modello linguistico (LLM), segno che gli sforzi interni non bastano. Questa scelta avrebbe generato un calo di motivazione all’interno del team modelli fondamentali, dove diversi ingegneri starebbero già sostenendo colloqui con altre aziende AI. I vertici stanno tentando di rassicurare il personale, ma la fuga di cervelli continua, lasciando Apple in una posizione sempre più complicata nella corsa all’intelligenza artificiale.


1 commenti
Troppo pessimismo nell’articolo.