Grok sotto accusa: la madre di uno dei figli di Elon Musk fa causa a xAI perchè “svestita” virtualmente senza consenso

Ashley St. Clair (nella foto), madre di uno dei figli di Elon Musk e proprietario di X, ha avviato un’azione legale contro xAI accusando l’azienda di aver permesso al suo chatbot di intelligenza artificiale, Grok, di spogliarla virtualmente fino a ridurla in bikini senza il suo consenso.
St. Clair è una delle molte persone che, nelle ultime settimane, hanno denunciato di essere state “svestite” dall’AI di X, che in diversi casi ha acconsentito a richieste di rimozione di abiti, messa in pose o scenari sessualizzati riguardanti donne e, in alcuni casi, presunti minori. Il comportamento del chatbot ha scatenato reazioni dure da parte di politici e autorità di vari Paesi, che hanno annunciato indagini e ribadito la necessità di applicare o rafforzare le leggi esistenti per prevenire abusi di questo tipo, ma secondo verifiche di The Verge Grok continuerebbe comunque a soddisfare tali richieste.
La causa di St. Clair è stata inizialmente depositata nello Stato di New York e trasferita rapidamente in tribunale federale. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la donna sostiene che xAI abbia creato una pubblica molestia e che il prodotto sia “irragionevolmente pericoloso per come è stato progettato”. La strategia legale ricalca quella adottata in altre cause recenti contro le piattaforme social, puntando sulla responsabilità del prodotto per aggirare le ampie tutele offerte dalla Section 230, che normalmente protegge le aziende per i contenuti ospitati. St. Clair è rappresentata dall’avvocata Carrie Goldberg, figura di primo piano in questo filone di contenziosi contro le big tech.
Nello stesso giorno, xAI ha risposto presentando una propria causa contro St. Clair nel Distretto Settentrionale del Texas, sostenendo che la donna avrebbe violato il contratto portando la disputa in un tribunale diverso da quello previsto dai termini di servizio, che imporrebbero il Texas come foro esclusivo. Alla richiesta di commento inviata via email dai media, xAI ha risposto con quello che sembrava un messaggio automatico dal tono provocatorio: “Legacy Media Lies” (Menzogne dei media tradizionali).

