50 anni di Apple: dal 1997 al 2011

Prosegue lo speciale di SPIDER-MAC dedicato ai 50 anni di Apple. con la seconda tappa di questo viaggio nella storia di Cupertino. Dopo aver raccontato gli anni pionieristici, è il momento di entrare nel periodo della grande rinascita, quello che va dal 1997 al 2011.
Sono gli anni del ritorno di Steve Jobs, di scelte radicali e di prodotti iconici che non solo hanno salvato Apple dalla crisi, ma hanno anche ridefinito interi settori tecnologici. È l’inizio dell’era moderna dell’azienda, quella che ha posto le basi del successo che conosciamo oggi.
1997–2011: Nuovi inizi

Il ritorno di Steve Jobs in Apple segnò l’inizio della trasformazione che avrebbe reso l’azienda quella che conosciamo oggi. Nel 1997 Apple attraversava infatti una grave crisi finanziaria ed era a soli 90 giorni dalla bancarotta. A salvarla furono due figure chiave. Da una parte Bill Gates, cofondatore di Microsoft, che decise di investire 150 milioni di dollari nell’azienda — una mossa strategica che contribuì anche a evitare che Microsoft venisse considerata un monopolio. Dall’altra proprio Steve Jobs, tornato in Apple come CEO dopo l’acquisizione della sua società, NeXT.

Jobs riconobbe l’importanza dell’intervento di Microsoft, arrivando a dire: «Bill, grazie. Il mondo è un posto migliore». Nessuno però avrebbe potuto immaginare quanto rapidamente Apple sarebbe tornata a influenzare in modo decisivo l’industria tecnologica. Secondo Jobs, il vero problema dell’azienda era stato l’eccessivo focus sui profitti piuttosto che sulla creazione di grandi prodotti. Per questo motivo interruppe rapidamente la concessione in licenza del sistema operativo Mac ai produttori terzi, che aveva portato alla nascita dei cosiddetti “cloni Mac”, e cambiò radicalmente la direzione dell’azienda.
Tempo di semplificare

In quegli anni Apple aveva già lanciato i Power Mac, dotati di processori PowerPC RISC, più veloci rispetto ai chip Motorola 68k. Disponibili a partire dal 1994, questi computer erano apprezzati perché mantenevano l’esperienza d’uso tipica dei Mac, ma Jobs riteneva che la gamma prodotti fosse diventata troppo ampia e complessa.
Oltre a una profonda riorganizzazione interna — che portò anche al licenziamento di circa 4.100 dipendenti — Apple si concentrò sullo sviluppo del Power Macintosh G3, disponibile in tre versioni: Desktop, Mini Tower e una variante all-in-one dedicata al settore educativo. Parallelamente, l’azienda lavorò a un computer capace di distinguersi anche dal punto di vista estetico: l’iMac G3, progettato dall’iconico designer Jony Ive.
L’iMac G3 rappresentava un ritorno alla filosofia originale di Apple: il computer come oggetto di design, dove l’esperienza utente conta tanto quanto la tecnologia. Sparì il classico e anonimo case beige, sostituito da un design colorato e traslucido con monitor CRT integrato, disponibile in diverse varianti cromatiche. La scocca permetteva persino di intravedere i componenti interni, contribuendo a un aspetto moderno e distintivo.
Lanciato nel 1998, l’iMac G3 fece discutere anche per l’assenza del lettore di floppy disk, ma introdusse le porte USB, contribuendo a renderle uno standard di mercato. Nel corso del suo ciclo di vita, la gamma iMac G3 vendette oltre sei milioni di unità, segnando il ritorno al successo per Apple.
Un successo dopo l’altro

Sotto la guida di Jobs, Apple tornò a concentrarsi sul mercato consumer, come dimostrato dal lancio nel 1999 dell’iBook “clamshell”, il primo portatile di massa a offrire il Wi-Fi integrato. La linea Mac continuò a evolversi con modelli come G4, G5, Mac Pro e i sempre più eleganti MacBook.
Nel frattempo Apple introdusse anche il moderno sistema operativo Mac OS X, effettuò la transizione dai processori PowerPC ai chip Intel e diede vita a interi nuovi mercati. Quella che molti definiscono la “fase imperiale” di Steve Jobs si rivelò quindi un successo straordinario, riportando Apple al centro dell’innovazione tecnologica.
La nuova linea di prodotti portatili

Per gran parte della sua storia, i computer sono stati il cuore del business di Apple. Tuttavia, nel 2001, Steve Jobs presentò l’iPod, un dispositivo portatile compatibile con Mac capace di mettere “1.000 canzoni in tasca”, rivoluzionando di fatto l’industria musicale.
Grazie all’integrazione con iTunes e, dal 2003, con l’iTunes Store, Apple costruì un ecosistema completo che cambiò per sempre il modo in cui le persone acquistano e ascoltano musica.

Dopo essersi affermata come pioniera della tecnologia portatile e user-friendly, Apple fece un ulteriore salto in avanti nel 2007 con il lancio dell’iPhone, un vero e proprio computer tascabile che trasformò non solo il mercato della telefonia, ma anche la società nel suo complesso. Con questo dispositivo arrivò anche l’App Store, che democratizzò lo sviluppo software permettendo a chiunque di creare e distribuire applicazioni, mentre nel 2011 debuttò anche Siri.
L’iPhone segnò inoltre l’introduzione dell’Apple A4, il primo system-on-a-chip progettato internamente da Apple, aprendo la strada a una lunga serie di chip proprietari.
Il successo dell’iPhone portò poi alla nascita dell’iPad nel 2010. Nonostante lo scetticismo iniziale, il tablet è diventato una delle linee di prodotto di maggior successo dell’azienda. Nel 2011, l’iPad 2 venne presentato durante l’ultima Worldwide Developers Conference guidata da Jobs, i celebri keynote soprannominati “Stevenote” per il loro enorme impatto mediatico. In quell’occasione Apple annunciò anche iCloud, contribuendo alla diffusione e all’accettazione del cloud computing.
Cronologia dei prodotti principali (1997–2011)
Nel 1998 arrivò l’iMac G3, l’iconico all-in-one dal design traslucido e colorato che riportò Apple sotto i riflettori. Tra gli accessori spiccava il discusso mouse rotondo soprannominato “hockey puck”, poco apprezzato dagli utenti.
Nel 1999 fu la volta dell’iBook G3, una sorta di “iMac portatile” con il caratteristico design a conchiglia e disponibile in diversi colori. Fu anche il primo computer di largo consumo a offrire il Wi-Fi integrato grazie alla tecnologia AirPort.
Sempre nello stesso periodo debuttò il Power Macintosh G3, il Mac più veloce dell’epoca e punto di riferimento per gli utenti professionali. Nel 1999 abbandonò il tradizionale case beige per un nuovo design blu e bianco e introdusse la connettività FireWire.
Apple presentò anche lo Apple Studio Display, il suo primo monitor LCD a schermo piatto, poi ridisegnato per abbinarsi al Power Mac G3. Il display da 17 pollici adottava il rapporto d’aspetto 4:3, lo standard più diffuso all’epoca.
Nel 2001 arrivò l’iPod che, grazie al design accattivante e alla pratica ghiera di controllo, risultava più semplice da usare rispetto ai lettori musicali digitali concorrenti. Il suo successo fu tale che gli audioblog presero il nome di “podcast”.
Nel 2005 Apple lanciò il Mac mini, un Mac ultra-compatto e anche il più economico della gamma. Includeva la suite iLife, introdotta nel 1999, con applicazioni come iMovie, iPhoto, iDVD, iWeb, GarageBand e iTunes.
Il 2007 fu l’anno dell’iPhone, presentato come un dispositivo capace di unire telefono, iPod touch e strumento di comunicazione internet con email, browser, ricerche e mappe: un prodotto che, per molti, ha davvero cambiato il mondo.
Nello stesso anno debuttò anche Apple TV, definita come un “lettore DVD per l’era di internet”, con integrazione iTunes e un hard disk da 40 GB per archiviare video, musica e foto. Ancora oggi la versione Apple TV 4K resta uno dei dispositivi di streaming più apprezzati.
Nel 2009 arrivò la Magic Mouse, la prima mouse multi-touch al mondo basata sulla tecnologia del trackpad introdotta con il MacBook Air nel 2008. Le gesture permisero di eliminare pulsanti meccanici, rotelle e barre di scorrimento.
Infine, nel 2010, Apple presentò l’iPad, inizialmente visto da alcuni come un iPhone ingrandito con ambizioni da laptop, ma capace in realtà di unire il meglio di entrambi i mondi. Inizialmente basato su una versione modificata di iOS, nel 2019 ha poi ottenuto un sistema operativo dedicato: iPadOS.


2 commenti
Ciao Stefano. Il titolo è giusto?
🤦🏼♂️ ooops… ho corretto grazie 🕸