Recensione: Mac OS X 10.0 Cheetah è arrivato, il futuro del Mac parte oggi
Premessa: Spider-Mac è stato inizialmente pubblicato con un software che si chiamava iBlog e poi con iWeb, sfortunatamente entrambi incompatibili con l’attuale piattaforma WordPress. Da un vecchio backup su CD ho deciso di importare alcuni articoli manualmente.

15 aprile 2001 Quando Apple ha annunciato ufficialmente la disponibilità di Mac OS X 10.0, nome in codice Cheetah, per molti utenti Mac si è conclusa un’attesa durata quasi dieci anni. Dopo progetti cancellati, rinvii, cambi di strategia e nomi in codice diventati quasi leggendari — Pink, Copland, Gershwin e Taligent — il nuovo sistema operativo destinato a sostituire il classico Mac OS diventa finalmente realtà. Non si tratta semplicemente di un aggiornamento, ma della più grande trasformazione nella storia del Macintosh dai tempi del primo Mac del 1984.
Apple ha deciso di chiamarlo “OS X”, pronunciato “OS Ten”, ma il nome completo scelto da Steve Jobs & C. è “OS X version 10.0”. Una scelta che può far pensare a una maturità già raggiunta, quando in realtà questo sistema operativo è, a tutti gli effetti, una versione 1.0 completamente nuova. La numerazione “10.0” serve soprattutto a rendere più chiari gli aggiornamenti futuri, come 10.1 o 10.5, ma dietro quel numero si nasconde un prodotto ancora acerbo sotto molti aspetti.

Nonostante questo, è evidente fin dal primo avvio che il futuro del Mac passa inevitabilmente da qui. Apple abbandona definitivamente il vecchio codice accumulato negli anni e costruisce il Macintosh su fondamenta completamente nuove: Unix. Una scelta radicale, ma necessaria per garantire maggiore stabilità, prestazioni migliori e una gestione moderna del multitasking.
Aqua e compatibilità
La prima impressione, però, può essere spiazzante. L’interfaccia Aqua, con le sue trasparenze, i pulsanti lucidi e le animazioni, rappresenta una rottura netta con il passato. Eppure, sotto quell’aspetto futuristico, il sistema rimane profondamente Macintosh. L’esperienza d’uso è ancora riconoscibile per chi arriva da Mac OS 9, e Apple fa il possibile per rendere il passaggio meno traumatico. È persino possibile riavviare il computer direttamente in Mac OS 9.1 nel caso qualcosa vada storto o un’applicazione non sia compatibile.

Il problema principale riguarda proprio la compatibilità. Mac OS X introduce una nuova architettura e molte applicazioni semplicemente non sono ancora pronte. Apple dipende fortemente dagli sviluppatori di terze parti, chiamati a “Carbonizzare” i propri software, cioè adattarli per sfruttare pienamente le nuove tecnologie del sistema operativo. Senza questa conversione, i programmi continuano a funzionare nella modalità Classic, una sorta di ambiente virtuale basato su Mac OS 9.1.

Classic consente di usare gran parte delle vecchie applicazioni, ma con diversi compromessi. I software eseguiti in questo ambiente non beneficiano delle innovazioni principali di OS X, come la memoria protetta o il multitasking preemptive. Inoltre, le prestazioni risultano spesso inferiori rispetto all’esecuzione diretta su un Mac con Mac OS 9.1 tradizionale.
Apple inizia già il processo di transizione convertendo alcune delle sue applicazioni principali. iMovie e iTunes sono già stati adattati, mentre esiste una versione preliminare di AppleWorks compatibile con il nuovo sistema. Molte software house, però, sono ancora indietro.
Anche l’hardware rappresenta un ostacolo importante. Stampanti, scanner e periferiche varie richiedono nuovi driver specifici per OS X. Alcune stampanti laser funzionano senza problemi, mentre diverse inkjet Epson e HP possono stampare solo con funzionalità limitate. Per molte periferiche il supporto semplicemente non esiste ancora. Aziende come Canon, Epson, Lexmark, Xerox, Umax e Agfa promettono aggiornamenti nei mesi successivi, ma nel frattempo molti utenti sono costretti a tornare a Mac OS 9 per svolgere attività quotidiane.
Nuovo Finder

Sul fronte dell’esperienza utente, Apple ripensa completamente il Finder. La scrivania non è più il centro assoluto del sistema, e il Finder diventa una finestra autonoma con tre modalità di visualizzazione differenti. Una delle novità più apprezzate è la vista a colonne, che permette di navigare rapidamente tra cartelle annidate fino a raggiungere il documento desiderato. Le anteprime integrate risultano impressionanti: immagini, PDF, file audio e persino video QuickTime possono essere visualizzati o riprodotti direttamente nel Finder.

Anche il Dock rappresenta una rivoluzione. Situato nella parte inferiore dello schermo, sostituisce in parte il vecchio menu Apple e l’Application Switcher. All’inizio può sembrare scomodo e poco intuitivo, ma col tempo diventa naturale utilizzare quelle grandi icone animate per avviare programmi o accedere rapidamente a cartelle e documenti.
Apple introduce inoltre piccoli miglioramenti destinati a diventare fondamentali. Ad esempio compare finalmente la funzione “Annulla” nel Finder, con la scorciatoia Command-Z, utile per correggere errori durante spostamenti o copie di file.
La struttura del sistema, però, risulta inizialmente piuttosto confusionaria. OS X è progettato con una forte enfasi sugli utenti multipli, caratteristica ereditata dal mondo Unix. Questo porta alla presenza di più cartelle “Libreria” e “Documenti”, creando non poca confusione per chi è abituato alla semplicità del Mac classico.
Dal punto di vista tecnico, il salto generazionale è enorme. Mac OS X introduce finalmente la memoria protetta: se un’applicazione va in crash, non trascina più con sé l’intero sistema operativo. È una novità epocale per gli utenti Mac, abituati da anni a riavvii improvvisi e blocchi completi del computer.
Il nuovo sistema implementa anche il multitasking preemptive. Nei vecchi Mac OS il multitasking è cooperativo: un programma può monopolizzare il processore e rallentare tutto il resto. Con OS X, invece, il sistema operativo gestisce in modo intelligente le priorità delle applicazioni, permettendo di lavorare contemporaneamente su più operazioni senza blocchi continui.
È lento
Nonostante le promesse di Apple, però, le prestazioni della prima versione non sono sempre entusiasmanti. Su alcune macchine il sistema appare lento e poco reattivo. Il famoso cursore multicolore rotante compare troppo spesso e molte operazioni richiedono tempi superiori rispetto a Mac OS 9.
In rete si trovano diversi test effettuati su un Power Mac G4 da 466 MHz, un Titanium PowerBook G4, un Power Mac G3 blue-and-white da 400 MHz e un vecchio G3 beige da 300 MHz. Le differenze di fluidità sono evidenti, e il nuovo sistema sembra richiedere hardware molto più potente rispetto al passato. Il mio iMac G3 Bondi Blue 233MHz mentre risulta scattante e fluido con Mac OS ) classic, “arranca” con OS x 10.0.
Supporto processori multipli e assenze
Tra le caratteristiche più avanzate figura il supporto integrato ai processori multipli. Fino ad ora solo software specificamente ottimizzati, come Adobe Photoshop o Cinema 4D XL, riuscivano a sfruttare più CPU. Con OS X, invece, tutto il sistema operativo è progettato per beneficiare automaticamente delle configurazioni dual processor dei Power Mac G4.
Non mancano, però, le funzioni assenti. Una delle lacune più imbarazzanti riguarda l’impossibilità di masterizzare CD o DVD direttamente da OS X. Un problema enorme per Apple, che in quel periodo promuove aggressivamente la campagna “Rip, Mix and Burn” basata proprio su iTunes e la masterizzazione musicale. Ancora più sorprendente è l’assenza del supporto alla riproduzione DVD.
Apple promette aggiornamenti rapidi attraverso il sistema Aggiornamento software, con il supporto a masterizzazione e DVD previsto entro pochi mesi. Cupertino preferisce rispettare finalmente la data di rilascio piuttosto che rimandare ulteriormente il progetto, accumulando poi correzioni e nuove funzioni nel tempo.
Anche alcune operazioni apparentemente banali, come il doppio click o il drag-and-drop, non risultano ancora perfettamente rifinite. Diverse funzioni di rete richiedono espedienti e il sistema nel complesso dà spesso la sensazione di trovarsi ancora in una lunga fase beta.
Apple stessa, del resto, non nasconde questa realtà. Internamente la prima versione di Mac OS X, viene considerata soprattutto un prodotto destinato agli sviluppatori e agli early adopter. L’aggiornamento previsto per l’estate prossima, Puma, viene già indicato da molti come la vera release pronta per il grande pubblico.
Considerazioni finali
Nonostante bug, incompatibilità e prestazioni altalenanti, è impossibile non percepire la portata storica del momento. Mac OS X non è semplicemente un nuovo sistema operativo: rappresenta il nuovo inizio del Macintosh. Aqua, Unix, memoria protetta, multitasking avanzato e nuove tecnologie definiscono il futuro di Apple per i successivi venticinque anni.
Il sistema non è ancora perfetto, anzi richiede pazienza e diversi compromessi. Molti utenti fanno meglio ad aspettare qualche mese prima di abbandonare definitivamente Mac OS 9.1. Ma una cosa è già chiara: il futuro del Mac inizia con Mac OS X.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro:
- Il cuore Unix rende X molto più stabile e sofisticato rispetto alle versioni precedenti
- memoria protetta
- multitasking pre-emptive
- supporto multiprocessing
- Classic funziona bene
Contro:
- Mancano alcune funzioni chiave, anche se dovrebbero essere aggiunte entro poche settimane tramite Aggiornamento Software gratuito di Apple
- L’icona Network è inutilmente confusionaria
- è lento
- il manuale è insufficiente
- al momento esiste poco software Carbon
- i driver delle periferiche hardware sono attualmente di utilità limitata in OS X
Compatibilità: Power PC G3, 128 MB di RAM, 1,500 MB (800 MB per l’installazione minima).
Prezzo: 349.000 Lire
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


7 commenti
Ricordo ancora il primo avvio di Aqua: sembra arrivato direttamente dal futuro.
Mac OS X 10 era lento, pieno di bug… ma dopo averlo provato era impossibile tornare indietro.
Insomma… era veramente lento. Con Puma anch’io passai a Max OS X.
Credo che Aqua fosse una delle cose più belle mai viste….tuttora credo sia di una eleganza unica. Da questo punto di vista io tornerei indietro.
Luca
Il mio primo Mac aveva Mac OS 9.2 ed OS X 10.2 con Aqua: click qui
Da quel momento non tornai più indietro nel mondo oscuro delle finestre 😃
interessante come sito, molto bello e non lo conoscevo…è tuo?
Luca
Ciao Luca,
grazie.
Si, uno dei mie hobby ☺️
Mi piace chiacchierare di tecnologia, computer ed ovviamente Mac.
Il sito l’ho pubblicato un paio di mesi fa, è piccolo, vecchia scuola, senza tracker e Ad, solo qualche bit di informazioni e di ricordi.
Buona giornata,
Stefano