Un tuffo nel passato per ricordare quanto fosse complicato collegare un Macintosh a Internet ai tempi di Sistema 7.5, tra Open Transport, MacPPP e modem 56k.
Mac OS X 10.0 segna una svolta storica per Apple: nuovo cuore Unix, interfaccia Aqua e multitasking avanzato, ma anche bug, incompatibilità e funzioni mancanti.
Si tratta di un modello un po’ più economico rispetto al Macintosh Plus rilasciato solo alcuni mesi prima, che risolve alcuni problemi del Mac originale, ma che genererà anche un po’ di confusione per via del suo nome.
Il Macintosh Plus, venduto da Apple tra il 1986 e il 1990, mantiene vivo il ricordo di un’epoca pionieristica grazie alle fotografie originali del suo primo manuale utente, oggi presentate per riscoprire l’estetica e lo stile dei capitoli iniziali, prima della transizione a illustrazioni più moderne.
In questo articolo tutti gli aneddoti sullo spot, da Jobs e Woz che pagarono lo spazio pubblicitario, alla modella che nelle prove quasi colpì con il martello un passante.
Non tutti sanno che “1984” non è stato trasmesso soltanto durante il Super Bowl XVIII, la finalissima del campionato di Football Americano, ma anche nelle sale cinematografiche.
Negli anni ’80, Jasmine Technologies rivoluzionava il concetto di hard disk esterno con il BackPac, un disco SCSI montato direttamente dietro il Macintosh, unendo ingegneria ingegnosa e design vintage in un accessorio ormai raro e ricercato dai collezionisti.
Provare a visualizzare l’interfaccia del primo Macintosh su un iMac 27 pollici Retina è un’esperienza sorprendente: 512 x 342 pixel diventano un minuscolo rettangolo al centro di uno schermo da 5.120 x 2.880 pixel, capace di contenere idealmente 84 display originali. Un viaggio nel tempo digitale che ricorda anche l’importanza di strumenti come GraphicConverter per aprire vecchi file PICT ormai abbandonati da Apple
teve Jobs scrive una lettera a McIntosh Labs per chiedere il premesso di utilizzare “Macintosh”, come marchio per il computer di Apple ancora in fase di sviluppo.
Bill Gates da un lato faceva la parte dell’amico, socio in affari, dedicatosi anima e corpo alla causa del Macintosh; dall’altro progettava in gran segreto il proprio asso nella manica, Microsoft Windows.
Nato da un errore grafico negli anni Ottanta, il DogCow è diventato uno dei simboli più amati dell’era classica del Macintosh, a metà tra un cane e una mucca, con un nome e una personalità propri.
Negli anni Novanta i Macintosh IIsi potevano essere accelerati sostituendo un semplice quarzo da 40 MHz con uno da 50 MHz, portando la CPU da 20 a 25 MHz e regalando prestazioni superiori con una modifica tanto economica quanto ingegnosa.