Accadde oggi: John Sculley, che caccerà Steve Jobs, diventa CEO di Apple

17 maggio 1983 John Sculley diventa il terzo presidente e CEO di Apple, dopo Mike Scott e Mike Markkula.
L’ex amministratore delegato di Pepsi-Cola non aveva alcuna esperienza nel campo della tecnologia, ma era un mago del marketing, che diventerà sempre più importante man mano che la rivoluzione del personal computer prenderà piede.
Steve Jobs chiamò personalmente Sculley in Apple utilizzando la leggendaria farse: “Vuoi passare il resto della tua vita a vendere acqua zuccherata o vuoi avere la possibilità di cambiare il mondo?”
Da Pepsi Generation e Apple Generation
Sculley era stato in grado di trasformare la semi sconosciuta Pepsi in uno dei più forti concorrenti della Coca-Cola, riuscendo ad abbinare la bevanda ad uno stile di vita giovane e dinamico con le storiche pubblicità “Pepsi Generation”.
Con Apple doveva far fronte alla crescente concorrenza di IBM, che aveva lanciato l’IBM Personal Computer (PC IMB) Modello 5150 nell’agosto del 1981. “IBM è un formidabile concorrente, ma lo è anche la Coca-Cola.” spiegò Sculley al momento di assumere il controllo di Apple.
Per convincere Sculley a lasciare il suo lavoro da $500.000 all’anno presso la Pepsi, Apple aveva accettato di pagargli $1 milione all’anno, metà in stipendio e l’altra metà sotto forma di bonus. Era previsto anche un ulteriore “gettone” alla firma di $1 milione, era prevista perfino una “clausola paracadute d’oro” da $1 milione nel suo contratto se fosse stato licenziato, 350.000 azioni AAPL e anche il denaro per acquistare una casa in California di equivalente valore a quella che aveva nel Connecticut.
L’idea iniziale era che Sculley dirigesse l’azienda insieme a Jobs, che all’epoca era Presidente. Jobs e gli ingegneri di Apple si sarebbero occupati della tecnologia all’avanguardia, mentre Sculley avrebbe usato la sua esperienza di marketing per legittimare l’azienda.
Maggio
All’inizio tutto andò bene. Poco dopo essere arrivato in Apple, Sculley riuscì anche a riportare in azienda il co-fondatore Steve Wozniak, che si era goduto un po’ di tempo lontano da Cupertino. Woz iniziò a lavorare per portare il mouse sull’Apple IIc che era in fase di sviluppo.
Maggio è un mese molto significativo nella carriera di Sculley. Nel maggio 1985, due anni dopo il suo arrivo a Cupertino, effettuò un’importante riorganizzazione a livello aziendale, che privava Jobs del suo ruolo nella direzione della divisione Mac e lo poneva a capo dello “sviluppo di nuovi prodotti”. La mossa finì per essere il primo grande passo verso il licenziamento di Jobs che avvenne nel 1985.
Un paio di anni dopo, nel maggio 1987, Sculley divenne il dirigente più pagato della Silicon Valley, con il suo stipendio annuale che aveva raggiunto $ 2,2 milioni. Alla fine, nel maggio 1993, Sculley fu costretto a dimettersi da CEO di Apple, dopo dieci anni da quando era stato chiamato da Steve Jobs. Quando Sculley si dimise dalla carica di CEO, Apple aveva $2 miliardi in contanti e $200 milioni di debiti, e il titolo azionario Apple (AAPL) valeva appena a $0,73 per azione, contro la quotazione massima di $4,33 raggiunto appena un anno prima, nel 1992.

