Virtual OS Museum: 1.700 sistemi operativi che girano con il browser, inclusi Classic Mac OS e NeXTSTEP

Se avete mai desiderato sapere com’era lavorare con un Mac nel 1984, esplorare NeXTSTEP o semplicemente curiosare tra i sistemi operativi che hanno fatto la storia dell’informatica, esiste ora uno strumento pensato esattamente per questo. Si chiama Virtual OS Museum ed è un progetto tanto ambizioso quanto affascinante.
Il museo è opera dello sviluppatore Andrew Warkentin, che ha impiegato oltre vent’anni per costruirlo: ha iniziato a raccogliere immagini di emulatori nel 2003, quando archivi di questo tipo erano ancora rarissimi. Oggi il risultato è una collezione di oltre 1.700 installazioni preconfigurate, che rappresentano più di 250 piattaforme diverse e circa 600 sistemi operativi distinti, spaziando dal 1948 fino ai giorni nostri.
Dal punto di vista tecnico, il progetto è disponibile in due versioni. La prima è un download completo da 121 GB (174 GB una volta decompresso), pensato per chi vuole tutto a portata di mano e preferisce lavorare offline. La seconda è una versione “lite” da 14 GB (21 GB decompressi), che scarica le immagini delle singole macchine virtuali al primo avvio. Entrambe supportano aggiornamenti automatici e manuali, così le nuove installazioni si aggiungono senza dover riscaricare l’intero pacchetto.

La varietà dei sistemi inclusi è notevole. Si va dai primissimi elaboratori mainframe — come il Manchester Baby e i programmi EDSAC — alle workstation Unix degli anni Ottanta e Novanta, con SunOS, IRIX, A/UX e naturalmente NeXTSTEP, il sistema operativo di Steve Jobs che avrebbe poi posto le basi di macOS. Non mancano i computer domestici storici come Apple II, i Commodore a 8 bit, lo ZX Spectrum e il BBC Micro, né la tradizione dei personal computer con DOS, OS/2, BeOS e Windows dalla versione 1.0 fino alle prime beta di Longhorn. Per chi è legato all’ecosistema Apple, sono presenti il Classic Mac OS in tutte le sue versioni e Mac OS X fino alla 10.5 su architettura PowerPC.

Ci sono poi sistemi mobili e embedded come Newton OS, PalmOS e Symbian, oltre a una sezione dedicata ai sistemi di ricerca e alle curiosità informatiche come Smalltalk, Oberon e Plan 9.
È doveroso segnalare alcuni limiti. Il progetto è ancora in fase preliminare e non tutti i sistemi emulati funzionano in modo impeccabile: alcune versioni girano correttamente solo con specifiche build dell’emulatore. Inoltre, la macchina virtuale host è attualmente solo x86, il che significa che su Mac con Apple Silicon le prestazioni possono risultare piuttosto ridotte, dal momento che l’emulazione avviene a più livelli. Non il massimo per chi usa un Mac moderno, ma comunque una limitazione accettabile considerata la portata del progetto.
Il sito ufficiale di Virtual OS Museum offre i link per il download, una guida rapida all’avvio per macOS, Windows e Linux, l’elenco completo delle installazioni disponibili e numerosi screenshot dei sistemi già in esecuzione. Per chiunque abbia un interesse anche solo superficiale per la storia dell’informatica, vale decisamente la pena di un’occhiata.


1 commenti
Già provato, ed è bellissimo! Confermo che su Mac con Apple Silicon è abbastanza lenta…. ma funzionabile!