Accadde oggi: Palm presenta il Palm Pre, frutto del tradimento di uno dei papà dell’iPod

6 giugno 2009 Palm lancia il suo iPhone-Killer, il Palm Pre che a differenza di tutti gli altri antagonisti dello smartphone Apple, si sincronizza con iTunes 8.1.1 per Mac OS X e Windows XP/Vista.
Il Palm Pre viene riconosciuto da iTunes come un normale iPod o iPhone e quindi permette la sincronizzazione di playlist, brani musicali e video (a eccezione di quelli protetti da DRM) grazie a Jon Rubenstein, uno dei papà dell’iPod, responsabile della divisione Hardware Engineering fino al 2005, divenuto capo del team di sviluppo del Palm Pre.
Per tuo il 2009 ci fu una sorta di gioco del gatto con il topo con Apple che rilasciò a più riprese aggiornamenti d’iTunes che disabilitavano la compatibilità con il Palm Pre, e Palm che ripristinava la sincronizzazione con altri update.

Quando nel 2006 Jon Rubinstein via e-mail informò Steve Jobs che sarebbe entrato a far parte del Consiglio di Amministrazione di Palm, Steve impiegò esattamente quattro secondi per telefonargli. “Non riusciva a capire” racconta l’ex manager di Apple, “Mi chiese, hai un scacco di soldi, perché hai intenzione di passare a Palm?”.

La risposta di Jon Rubinstein, che aveva lavorato con Steve Jobs fin dai tempi della NeXTe che lo seguì quando nel 1998 tornò alla guida di Apple dopo 10 anni di esilio, non fu certo amichevole. Infatti, gli chiese se stava scherzando, e poi “beffardamente” rinfacciò a Jobs il suo “smisurato amore per i soldi”.
Dopo quella telefonata, i due non si parlano più, ma l’esperienza post-Apple di Jon Rubinstein è stata pressoché fallimentare, infatti i nuovi prodotti che avrebbero dovuto far concorrenza all’iPod, iPhone e iPad non riscossero il successo sperato e Palm fu costretta a chiude vendendo le licenze a Hewlett-Packard.


11 commenti
I Palm erano degli ottimi prodotti e il loro sistema operativo era all’avanguardia. Ho avuto un Tungsten E, in metallo, la cui gestione del calendario è ancora insuperata, e un Palm Centro, ottimo prodotto che però, purtroppo, non aveva UMTS, né Wi-Fi, due assenze piuttosto pesanti su un terminale business, che lo rendevano non all’altezza dei concorrenti, all’epoca perlopiù Nokia con S.O. Symbian. Il Centro aveva già un pulsantino al lato, programmabile, con cui si poteva utilizzare la composizione vocale, ovvero dettare un numero o un contatto e far partire la chiamata. Rispetto al Tungsten, però, era meno solido e aveva un pennino in plastica anziché in metallo. Li rimpiango ancora, anche se ho cambiato il Centro con un Nokia 5800 che poteva gestire le e mail consentire l’accesso al web.
Scusate l’amarcord.
Il primo – e per l’epoca più interessante – Palm è stato il Treo che ai tempi era, per me, il migliore. A quell’epoca il grande Steve era ancora alla Next e a parte Symbian e Windows CE (mi sembra) che erano due “patacche” non c’era altro e il PalmOS era di gran lunga il migliore SO. Per me è stato lui a indicare la strada ad Apple x creare un cellulare veramente smart, ma come Commodore insegna, non basta avere il prodotto migliore per rimanere in vetta nel tempo.
Io ho esordito con lo Zire, poi ho comparto la versione a colori e infine il Tungsten T. Poi è arrivato l’iPhone…
io comprai il Tungsten con in bundle il navigatore di Via Michelin e, per quanto molto basico, tutto funzionava quasi bene e comunque il sistema operativo PalmOS era una spanna sopra a Windows CE e Symbian (che facevano pena) e non sfigurerebbe nemmeno oggigiorno (un po’ ricordava il BEOS e forse uno ha copiato l’altro)
Non ricordava soltanto BeOS, Palmsource si prese la proprietà intellettuale di Be Inc. e il personale rimasto fino al 2001. Oggi le innovazioni di BeOS sono finite in Android e in Linux sotto altri nomi.
Ho avuto un Palm pre e alcune gesture che ha oggi iPhone le usavo anni fa. Ma d’altronde la mano Apple c’era ed è stato naturale per Jobs “ammazzarlo in culla”, perché quel sistema operativo sarebbe stato davvero un temibile concorrente.
Palm come Nokia non aveva capito che le tastiere hardware appartenevano al passato. Lanciare uno smartphone del genere è sttao un errore che ha alla fine Palm ha pagato. Jobs in questo non ha avuto alcun ruolo.
Ho avuto un Palm Treo, smartphone eccellente che permetteva di fare cose che all’epoca nessun telefono faceva. La sua piccola tastiera funzionava benissimo, era facile scriverci e il Pre di Rubinstein ha ripreso la tastiera del Treo collocandoci sopra uno schermo a slitta da 3”5 che la copriva/scopriva. In teoria l’idea era geniale, il sistema operativo Palm pure, quello che è mancato é stato un vero piano commerciale e marketing per diffonderlo.
Io ho acquistato anche l’Handspring che era il clone di Palm. Poi presi il Tungsten, il Treo 650, il Centro e il Pre 2 e 3. Ho ancora tutti questi devides con tutti gli imballi originali e i loro accessori. Bei tempi…
Presi un Palm Vx, che non era un cellulare, che mi era utilissimo durante i miei lavori in Fiera per la gestione del cliente… mi permetteva di fare delle schede personalizzate e preventivi che poi a casa gestivo ed inviavo via mail la sera stessa.
Ricordo che, durante uno degli ultimi macworld expo a parigi, usavo il palm per prendermi appunti e scrivere le bozze di alcuni articoli (per un altro sito)
Sono concorde che il Palm Os era veramente…. eccezzionale
Avevo un Treo, il 600, poi presi il 650 che aveva il bluetooth ma non il wifi….
Insomma secondo me Handspring (ma tutto l’ecosistema Palm) aveva delle enormi potenzialità, solo che iniziò a centellinare troppo la tecnologia, un passetto alla volta.
Poi arrivò iPhone che aveva tutto, era alquanto completo per i tempi e guardava al futuro.