Retroscena Mac Pro: Apple aveva pianificato chip Extreme e un modello Intel

La recente uscita di scena del Mac Pro ha segnato la fine di un’era storica per Cupertino, ma i retroscena svelati dal solito ben informato e affidabile Mark Gurman offrono una prospettiva inedita sulle strategie hardware di mamma Apple.
Secondo quanto emerso, l’addio definitivo alla linea non faceva parte dei piani originari, dato che la dirigenza aveva accarezzato a lungo l’idea di spingere l’architettura proprietaria verso vette di potenza ancora inesplorate con i processori della serie Extreme, pensati per superare persino le prestazioni dei moduli Ultra.
I lavori di sviluppo si erano spinti molto avanti, portando alla progettazione concreta dei chip M2 ed M3 Extreme prima che i costi di produzione esorbitanti e le previsioni di mercato sfavorevoli spingessero i vertici a fermare tutto. Tra i progetti mai arrivati sul mercato spiccano in particolare due varianti inedite identificate dai nomi in codice J170 e J190. La prima celava una scelta a sorpresa, ovvero l’utilizzo continuativo di una componentistica Intel per soddisfare specifiche esigenze professionali, mentre la seconda prevedeva l’adozione dell’architettura M3 Ultra.
Con la cancellazione definitiva di questi programmi e l’abbandono dello storico formato modulare, Apple ha scelto di indirizzare la propria utenza professionale verso il Mac Studio, anticipando l’arrivo di futuri aggiornamenti dotati di chip M5 Ultra. Se da un lato la decisione chiude definitivamente una pagina gloriosa per i fedelissimi delle configurazioni estreme, dall’altro delinea con chiarezza la rotta futura di Cupertino, sempre più orientata verso soluzioni compatte ed efficienti.

