Meta domina gli occhiali intelligenti mentre cresce la diffidenza degli utenti

Il mercato degli occhiali con intelligenza artificiale sta vivendo una crescita impetuosa, e secondo l’ultimo rapporto di Counterpoint Research le spedizioni globali sono aumentate del 263% nella prima metà del 2026, con Meta saldamente al comando del segmento privo di display.
Dopo un debutto poco brillante della prima generazione realizzata insieme a Ray-Ban, la seconda serie di occhiali smart di Meta ha ottenuto un successo ben più solido. Il numero uno di EssilorLuxottica, Francesco Milleri, aveva dichiarato che le due aziende avevano già superato i 7 milioni di unità vendute nel 2025, con l’obiettivo di raggiungere quota 10 milioni entro la fine di quest’anno.

Per ora Meta resta praticamente sola in questo segmento, mentre i principali concorrenti sono ancora al lavoro sui propri dispositivi. Apple, in particolare, starebbe sviluppando occhiali smart privi di display per rispondere a Ray-Ban, con un debutto ipotizzato nel 2027: il progetto punterebbe forte su Siri e Apple Intelligence, integrando fotocamera, microfoni e altoparlanti nella montatura, mentre una versione più avanzata con display per la realtà aumentata resterebbe un traguardo più lontano.
Negli ultimi mesi, però, gli occhiali di Meta sono finiti sotto accusa per il rischio di riprese non consensuali, alimentando un dibattito acceso sulla tutela della privacy. Nonostante ciò, Counterpoint attribuisce a Meta il 94% delle spedizioni globali del segmento senza display nel primo semestre, con una crescita annua del 260%; Xiaomi e Alibaba si fermano all’1% ciascuna, mentre il resto del mercato si divide il restante 4%.

Dal punto di vista geografico, il Nord America pesa per metà delle spedizioni totali, seguito dall’Europa occidentale con il 28%; il resto è distribuito tra Australia, area Asia-Pacifico, America Latina, India, Cina ed Emirati Arabi Uniti, tutti sotto il 5%.
Counterpoint prevede che la crescita proseguirà, spinta dall’ingresso più deciso di Google, Samsung e Apple e dallo sviluppo di occhiali sempre più “agentivi”, capaci di offrire assistenza contestuale grazie a software, sensori e sistemi vocali più evoluti. Gli analisti immaginano anche una diversificazione dei modelli, con varianti audio senza fotocamera pensate proprio per rispondere alle preoccupazioni sulla privacy.
Il rapporto analizza anche il segmento con display per la realtà aumentata, cresciuto del 449% su base annua: qui comanda Rokid con il 41%, seguita da Meta al 37%, Even Realities all’11% e Alibaba al 7%. In questo caso è la Cina a guidare la classifica geografica con il 45% delle spedizioni, davanti al Nord America al 41%.
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Numeri innegabili, ma la crescita di Meta racconta anche il lato più scomodo della corsa agli occhiali smart: un prodotto diffuso a macchia d’olio prima ancora che il dibattito su consenso e privacy fosse davvero maturo. Che Cupertino prenda tempo fino al 2027 non è pigrizia: è la differenza tra chi insegue i numeri e chi, almeno sulla carta, prova a non ripetere gli stessi errori.


2 commenti
Come cambia il mondo. Quando ero piccolo io (e portavo gli occhiali) si veniva derisi per non dire bullizati solo per avere Quattro occhi e due stanghette (magna rospi e cavalette), ora portali fa moda.
…però sipotevano acquistare quelli a raggi X sulle riviste…
🙂
Luca