Apple HomeView e le ricette online, la comodità in cucina che preoccupa chi le scrive

Quando ha presentato HomeView, Apple ha scelto uno spot insolito: niente tecnologia patinata in stanze perfette, ma tre minuti di mattina frenetica in una famiglia di cinque persone. Il nuovo display intelligente, appoggiato al centro del tavolo della cucina, aiuta tutti a controllare i calendari, mandare messaggi e trovare in pochi secondi una ricetta di French toast, con istruzioni semplici e ordinate.
HomeView è però solo l’ultimo di una lunga serie di siti, estensioni e dispositivi che promettono di ridurre una ricetta online all’essenziale. Niente più pagine interminabili con aneddoti personali e la ricetta relegata in fondo, ma ingredienti, procedimento e timer, tutto gestibile a voce con Siri mentre si hanno le mani occupate. Il fascino è evidente.
A storcere il naso sono gli autori delle ricette. Estrarre la ricetta dal suo contesto significa eliminare anche pubblicità e link affiliati, da cui molti dipendono. Le ricette si leggono gratis, ma crearle costa. Per Bettina Makalintal di Eater, strumenti del genere rompono il patto non scritto tra sviluppatori di ricette e lettori.
Quei lunghi preamboli, del resto, hanno una ragione. Sono spesso l’unica parte proteggibile dal diritto d’autore, perché il resto è considerato semplice istruzione, e per anni sono serviti a farsi trovare su Google. Anche Jaya Saxena, fondatrice del sito Ravenous, ricorda che quasi ogni blog ha un pulsante per saltare direttamente alla ricetta, e chi si lamenta dei testi introduttivi è un po’ “sgarbato”.
Una magra consolazione per gli autori è che con HomeView la ricetta va prima aperta su iPhone o in Safari sul display stesso, quindi la pagina originale riceve almeno una visita. Resta molto meno di chi la legge scorrendola mentre cucina. E anche i lettori rischiano qualcosa, perché le note intorno alla ricetta aiutano a risolvere problemi e a sostituire ingredienti.
Non è la prima volta. Nel 2021 Recipeasly promise di “sistemare” le ricette eliminando pubblicità e storie personali, ma durò un weekend prima di essere travolta dalle proteste. I grandi marchi hanno resistito meglio. Echo Show di Amazon offre funzioni simili solo con siti partner come Allrecipes o Epicurious, mentre Google ha tolto le ricette passo dopo passo dai Nest Hub nel 2024. L’approccio di Apple, valido per qualsiasi ricetta nel formato adottato da Google, è unico tra i display domestici. E il fatto più criticabile è che la ricerca di Google, con Gemini, ora fonde più ricette in una sola, risparmiando il clic sulle fonti.
Per Saxena la novità è la continuazione di minacce già note, e Makalintal la considera meno grave dei riassunti dell’intelligenza artificiale, dalle fonti opache che cancellano il lavoro altrui. I grandi portali potranno inoltre proporsi su HomeView con le proprie app, grazie alla tecnologia di CarPlay, mentre gli indipendenti no. A loro restano il traffico in calo di Google, più contenuti sponsorizzati oppure paywall e newsletter, strada già imboccata da molti su Substack. Ma l’abbonamento per una singola ricetta convince pochi, e la stanchezza da abbonamenti si fa sentire. Apple non ha ancora risposto su come tratterà le ricette a pagamento.
Forse l’unica via sarà tornare a pagare le ricette. Come ricorda Saxena, una ricetta creativa e collaudata richiede tempo, impegno e denaro, e saperla comunicare a distanza è una vera competenza.


1 commenti
Il compromesso di Apple mi sembra accettabile.