Accadde oggi: Canon potrebbe acquistare Apple
21 aprile 1995 L’indiscrezione che Canon era in procinto di acquisire Apple, in parte o totalmente, trova spazio sui più importanti giornali americani.
La speculazione arriva a poca distanza dalla conferenza sui risultati finanziari dell’ultimo trimestre di Apple, che fecero registrare un netto miglioramento delle vendite dei Mac, $73 milioni contro i $17 milioni dello stesso trimestre dell’anno precedente, un dato comunque ancora di gran lunga inferiore alle attese di Wall Street.
Anche se Canon e Apple non hanno mai pubblicamente confermato questi negoziati, erano trapelati alcuni dettagli sull’affare, come l’offerta di Canon di $54,50 per azione AAPL, che in quel periodo valeva $35. Quindi l’acquisizione da parte dei giapponesi sarebbe costa 6,5 miliardi di dollari.
In più, l’allora CEO di Apple, Mike Spindler, detto “Diesel”, stava disperatamente cercando di trovare un acquirente per la società, ed erano trapelati altri nomi come IBM, Sun Microsystems, Compaq, Hewlett-Packard, Sony, Philips e Toshiba.
Oggi la notizia di una acquisizione di Apple da parte di Canon potrebbe sembrare assolutamente improbabile, ma in realtà negli anni 90 i giapponesi erano una azienda tecnologia di primissima importanza. Basti pensare che il papà del Macintosh, Jef Raskin, dopo essere stato messo da parte da Steve Jobs, fu assunto proprio da Canon che gli diede l’opportunità di sviluppare la sua visione del Macintosh, che arriverà nel 1987 con il Canon Cat. Il computer non riuscì a decollare, nonostante le critiche positive e il discreto successo di vendite.

Nel giugno 1989, Canon investì $100 milioni per avere il controllo del 16,67% di NeXT, l’azienda che aveva creato Steve Jobs dopo essere stato cacciato da Apple, e successivamente acquisita da Apple. Nel 1991 e nel 1992 Canon fece altri investimenti importanti a favore di NeXT, e fornì l’unità disco ottica del computer NeXT.
Probabilmente, l’acquisizione di Canon non andò in porto anche per via dell’avvicendamento al vertice, Gil Amelio (in alto a destra) sostituì Spindler, che adottò una strategia differente che di li a poco favorì il rientro di Steve Jobs ai comandi di Apple.

