Con l’imminente lancio sul mercato dell’Apple Watch si riaccende la discussione che riguarda ogni primo modello di un nuovo prodotto: è meglio acquistarlo subito o attendere la “seconda edizione” perché sicuramente migliore?
Oramai il "dado è tratto": ho acquistato l'iPhone 6 invece del Plus, ma se potessi decidere oggi, dopo aver utilizzato entrambi per 7 giorni, la mia scleta sarebbe differente, e vi spiego perchè.
“La gente non sa quello che vuole finché non glielo si mostra” (Steve Jobs), e all'IFA di Berlino nessun produttore di smartwatch ha mostrato ciò che la gente vuole veramente da un orologio intelligente.
In questi ultimi giorni si è scatenato un duro confronto tra i fan Apple e quelli Android su chi ha copiato cosa e per primo. È una situazione che ho già vissuto tanti anni fa, e facendo un passo indietro vorrei spiegarvi come stanno veramente le cose, almeno secondo me.
Dopo quasi 10 giorni d’intenso utilizzo di Yosemite, sono arrivato alla conclusione che gli effetti traslucidi, una delle novità del nuovo sistema operativo, possono causano una serie di problemi, soprattutto se si ha l’abitudine di avere più applicazioni e finestre aperte in background.
Qualche sito e blog di “fede Android” ha subito sentenziato che Amazon ha letteralmente bruciato sul tempo Apple, ma in realtà le cose non stanno esattamente così.
Gli attuali smartwatch stentano a diffondersi, perché? Secondo me perché nessuno ha un requisito fondamentale per un orologio destinato al consumo di massa che solo l'iWatch di Apple sarà in grado di offrire.
Il film “Jobs” con Ashton Kutcher non ha riscosso un buon successo negli Stati Uniti, ed anche per questo avevo qualche dubbio se andarlo a vedere ora che è uscito anche in Italia. Alla fine mi sono deciso, e devo dire che mi è piaciuto.