L’unico elemento che desta qualche perplessità riguarda la RAM. L’eliminazione dei Mac con 8GB a favore di modelli con 16GB ha semplificato la vita degli utenti più esigenti, e sebbene non sia un requisito imprescindibile.
Tra icone invasive, trasparenze confuse e bug del Finder, macOS 26 Tahoe delude sul piano dell’esperienza d’uso, ma alcune nuove funzionalità e strumenti moderni potrebbero valere l’aggiornamento per utenti curiosi e avanzati.
Dopo anni di indecisioni, Apple annuncia una partnership pluriennale con Google: i modelli Gemini AI supporteranno la prossima evoluzione di Siri, promettendo maggiore personalizzazione senza sacrificare privacy e sicurezza.
Dopo un 2025 di transizione e promesse mancate, il 2026 si profila come un anno cruciale per Apple, tra ricambio ai vertici, svolte strategiche su Mac e iPhone e l’arrivo di prodotti destinati a cambiare l’equilibrio interno dell’azienda.
Dopo anni di iterazioni sul classico formato “a barra”, Apple si prepara a entrare nel mercato dei pieghevoli con un iPhone capace di trasformarsi in un mini iPad, puntando tutto su iOS, compatibilità delle app e un’esperienza familiare ma finalmente nuova.
Dopo mesi di ritardi e promesse mancate, Apple sarebbe pronta ad affidarsi a Google Gemini per rilanciare Siri con un accordo da circa un miliardo di dollari l’anno, una mossa che evidenzia tutte le difficoltà di Apple Intelligence nel tenere il passo della corsa all’AI.
Il 2025 ha mostrato un quadro sfaccettato per l’iPhone: mentre i modelli Pro e l’iPhone 17 hanno ottenuto ottimi riscontri, alcuni dispositivi come l’iPhone 16e hanno evidenziato limiti percepiti, mettendo in luce le sfide di Apple nel bilanciare prezzo, innovazione e accessibilità all’ecosistema.
Cupertino potrebbe riportare in vita lo spirito dell’iMac G4 con un nuovo iPad dotato di braccio robotico capace di muoversi e seguire l’utente, fondendo nostalgia, design e intelligenza artificiale.
L’iPhone Air ha conquistato anche un tenete come me che da anni sceglie i modelli Pro: design ultrasottile, chip A19 Pro, ProMotion e finitura in titanio lo rendono il vero erede degli iPhone Pro di un tempo, con un fascino futuristico che segna una svolta nella linea Apple.
Alla vigilia dei preordini dei nuovi iPhone, che scatteranno venerdì 12 alle 14, mi ritrovo come tanti altri stretto in un dubbio amletico: puntare sull’eleganza e la leggerezza dell’iPhone Air o affidarmi alla potenza e alle fotocamere dell’iPhone 17 Pro?
l nuovo iPhone 17 porta con sé un salto tecnologico tangibile, dal display ProMotion al rivoluzionario design dell’Air e alle prestazioni potenziate del Pro. Eppure, nonostante i miglioramenti concreti, la presentazione ha suscitato più indifferenza che entusiasmo: Apple continua a perfezionare il suo hardware, ma sembra aver perso la capacità di accendere l’immaginazione in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale.
Craig Hockenberry di Iconfactory lancia un allarme sul futuro del Mac: l’evoluzione estetica di macOS Tahoe con Liquid Glass, pensata per avvicinare l’esperienza d’uso a quella dell’iPhone, rischia di sacrificare le esigenze dei professionisti a favore degli utenti occasionali.
e critiche a Liquid Glass di iOS 26 ricordano che Apple avrebbe perso la bussola di Steve Jobs, ma la storia dice altro: già con lui nacquero dettagli estetici superflui come i suoni Platinum di Mac OS 9, la barra “a riempimento d’acqua” di Safari e i riflessi del Dock in macOS Leopard. La verità? L’estetica è sempre stata parte integrante dell’esperienza Apple, e sugli smartphone gli effetti scenografici stancano molto meno di quanto si creda.
I riassunti AI di Google stanno dimezzando il traffico verso i siti web e aprono la strada a una nuova generazione di browser intelligenti come Dia e Comet, pronti a rivoluzionare per sempre il modo in cui navighiamo e cerchiamo informazioni online.